martedì 9 maggio 2017

Albo d'oro F1: 2010

Michael Schumacher torna in F1 con la Mercedes
Il Campionato Mondiale di Formula 1 2010 rappresentò una svolta epocale nella storia di questo sport, con il ritorno del team Mercedes dopo 55 anni di assenza e del sette volte Campione del Mondo Michael Schumacher, che voltò le spalle alla Ferrari accordandosi proprio con la scuderia anglo-tedesca nata dalle ceneri della cenerentola 2009 Brawn GP al fianco di Nico Rosberg. Jenson Button e Rubens Barrichello, rispettivamente al primo e al terzo posto nel Campionato dell'anno precedente, furono costretti a cambiare casacca ingaggiati da Mclaren e Williams. Dopo alcune stagioni di transizione con il team Renault, Fernando Alonso rimpiazzò Kimi Raikkonen (passato ai Rally con la Citroen) alla corte di Maranello affiancando il rientrante Felipe Massa. Al posto del bi-Campione del Mondo asturiano il team Renault (passato sotto il controllo del fondo lussemburghese Genii Capital di Gerard Lopez mantenendo comunque la sua denominazione per la stagione 2010) ingaggiò il talentuoso Robert Kubica e il debuttante russo Vitalij Petrov. Salvataggio in extremis per il team Sauber, riacquistato dall'ex proprietario e fondatore dalla uscente BMW senza però l'appoggio dello storico partner malese Petronas, passato alla Mercedes. Grazie ai nuovi limiti sul budget richiesti dalla FIA furono ben tre le scuderie debuttanti in questa stagione, Virgin Racing (inizialmente iscritta come Manor Grand Prix), Lotus Racing e Hispania Racing F1 Team (dapprima iscritta come Campos Grand Prix); tra queste solo la Lotus sembrava poter disporre di una discreta competitività,
ingaggiando gli esperti Jarno Trulli e Heikki Kovalainen, mentre le altre due squadre si accontentarono di rookie come Bruno Senna (nipote del leggendario Ayrton), Karun Chandhok, Lucas Di Grassi e l'ex Jordan Timo Glock. Ritiro per la Toyota, ormai demotivata dalla pochezza dei risultati ottenuti a fronte dei grandi investimenti operati dal 2002.
Il Gran Premio del Canada rientrò nel Circus dopo un anno di assenza insieme al Gran Premio della Corea del Sud sull'inedito circuito di Yeongam, approvato solo due settimane prima della data fissata per la gara. Alcuni circuiti furono pesantemente modificate, compreso lo storico tracciato di Silverstone. Modificato anche il sistema di punteggio, che ora premiava i primi dieci piloti (25, 18, 16, 15, 12, 10, 8, 6, 4, 2, 1) e la formula della sosta ai box, che non prevedeva più la possibilità di imbarcare carburante in gara. I piloti furono oltre obbligati ad utilizzare lo stesso treno di pneumatici utilizzato nella fase finale delle qualifiche (salvo in caso di pioggia), potendo però disporre di nuovo di una vettura scarica di carburante per tentare l'assalto alla pole position. La larghezza massima del battistrada anteriore è stata accorciata ulteriormente, passando da 270 a 245 millimetri. Sospeso l'utilizzo del KERS, mentre il peso minimo della monoposto toccò quota 620 chilogrammi (contro i 605 dell'anno precedente).

Massa e Alonso sul podio del Bahrain
Protagonisti della stagione furono Fernando Alonso e il duo Red Bull Mark Webber-Sebastian Vettel, in un Campionato dall'esito sempre incerto. L'asturiano iniziò la sua avventura con la Ferrari nel migliore dei modi, conquistando subito la vittoria in Bahrain davanti a Felipe Massa e Lewis Hamilton ed eguagliando il record di Kimi Raikkonen e Nigel Mansell, entrambi vincitori al debutto sulla Rossa. Vettel, dal canto suo, partì in modo non altrettanto entusiasmante con un quarto posto ed un ritiro in Australia (dove vinse per il secondo anno consecutivo Jenson Button) nonostante per due volte avesse ottenuto la pole. In Malesia il pronto riscatto del pilota tedesco, questa volta beffato in qualifica da Webber ma autore di una buona partenza che gli permise di conquistare il primo successo stagionale davanti al suo compagno di squadra.

Secondo successo stagionale per il Campione del Mondo in carica Button in Cina, risultato che gli garantì la vetta provvisoria in una classifica cortissima, che vedeva ben sette piloti contendersi la leadership in una manciata di punti. Nella fase centrale del Campionato la coppia Mclaren e la coppia Red Bull sembrarono in grado di poter prendere il largo in classifica, complice la mancata affidabilità delle acerbe Mercedes e il rendimento altalenante della Ferrari. Con una brillante vittoria in Ungheria Webber si appropriò del primo posto nella graduatoria seguito da Hamilton, che però seppe riprendersi subito dopo battendolo in Belgio e riprendendosi di prepotenza la vetta. Dal Gran Premio d'Italia però il Mondiale cambiò improvvisamente direzione, con le tre vittorie di Alonso a Monza, Singapore e Yeongam, che unite al terzo posto di Suzuka lo portarono al primo posto della classifica tagliando fuori dalla lotta le due Mclaren. Anche Sebastian Vettel sembrò tagliato fuori dalla contesa per il titolo a due gare dalla fine, ma il trionfo ad Interlagos (dove Nico Hulkenberg conquistò una prestigiosa pole position per la Williams) riaprì i giochi per il titolo in vista della trasferta finale di Abu Dhabi, dove Alonso si presentò ancora al comando con 7 punti di vantaggio su Webber e addirittura 15 sullo stesso Vettel, chiamato ad una vera e propria impresa.

La Pole Position di Nico Hulkenberg nelle qualifiche del 
Gran Premio del Brasile

In quella che verrà ricordata come la gara della disfatta della Ferrari, il Mondiale si decise ai box. Decisi a controllare la gara del solo Webber, il team di Maranello attuò una tattica conservativa e basata su una strettissima marcatura a uomo, che non fece altro che far retrocedere Alonso al centro del gruppo mentre Vettel saldamente teneva il comando davanti alle due Mclaren. Inutili gli sforzi del pilota asturiano, bloccato dalla Renault di Petrov al settimo posto senza la possibilità di portare l'affondo. Fu così che Sebastian Vettel potè dunque festeggiare incredibilmente la conquista del suo primo titolo in carriera arrivando in vetta alla classifica solo nella gara conclusiva, così come fecero prima di lui John Surtees (1964) e James Hunt (1976). Il pilota tedesco divenne così il più giovane Campione del Mondo della storia della F1 a 23 anni, 4 mesi e 11 giorni, strappando il precedente record stabilito da Lewis Hamilton nel 2008.



Campionato Piloti:

Sebastian Vettel vince il suo primo titolo piloti
1 - Sebastian Vettel (Red Bull): 256 Punti
2 - Fernando Alonso (Ferrari): 252 Punti
3 - Mark Webber (Red Bull): 242 Punti
4 - Lewis Hamilton (Mclaren): 240 Punti
5 - Jenson Button (Mclaren): 214 Punti
6 - Felipe Massa (Ferrari): 144 Punti
7 - Nico Rosberg (Mercedes): 142 Punti
8 - Robert Kubica (Renault): 136 Punti
9 - Michael Schumacher (Mercedes): 72 Punti
10 - Rubens Barrichello (Williams): 47 Punti
11 - Adrian Sutil (Force India): 47 Punti
12 - Kamui Kobayashi (Sauber): 32 Punti
13 - Vitalij Petrov (Renault): 27 Punti
14 - Nico Hulkenberg (Williams): 22 Punti
15 - Vitantonio Liuzzi (Force India): 21 Punti
16 - Sebastien Buemi (Scuderia Toro Rosso): 8 Punti
17 - Pedro De La Rosa (Sauber): 6 Punti
18 - Nick Heidfeld (Sauber): 6 Punti
19 - Jaime Algersuari (Scuderia Toro Rosso): 5 Punti
20 - Heikki Kovalainen (Lotus): 0 Punti
21 - Jarno Trulli (Lotus): 0 Punti
22 - Karun Chandhok (Hispania Racing Team): 0 Punti
23 - Bruno Senna (Hispania Racing Team): 0 Punti
24 - Lucas Di Grassi (Virgin): 0 Punti
25 - Timo Glock (Virgin): 0 Punti
26 - Sakon Yamamoto (Hispania Racing Team): 0 Punti
27 - Christian Klien (Hispania Racing Team): 0 Punti


Campionato Costruttori:

1 - Red Bull: 498 Punti
2 - Mclaren: 454 Punti
3 - Ferrari: 396 Punti
4 - Mercedes: 214 Punti
5 - Renault: 163 Punti
6 - Williams: 69 Punti
7 - Force India: 68 Punti
8 - BMW Sauber: 44 Punti
9 - Scuderia Toro Rosso: 13 Punti
10 - Lotus: 0 Punti
11 - Hispania Racing Team: 0 Punti
12 - Virgin: 0 Punti