martedì 9 maggio 2017

Albo d'oro F1: 2009

Brasile 2009, Button e Brawn GP celebrano
la conquista dei due titoli
Il 2009 fu l'anno della rocambolesca vittoria di Jenson Button e del debuttante team Brawn GP, nato dalle ceneri della Honda (ritiratasi il 4 dicembre dell'anno precedente) su volere dell'ex Team Principal Ross Brawn, che a pochi mesi dall'inizio della stagione comprò l'intera struttura confermando i piloti e ottenendo la fornitura dei potentissimi motori Mercedes. Merito di ciò fu l'accordo tra le varie scuderie che consentì l'inserimento di un limite al budget disponibile nell'ottica di avvicinare nuove case costruttrici e team privati, senza però perdere coloro che già gareggiavano nella massima formula automobilistica. Vennero reintrodotte inoltre le gomme slick prive di scanalatura, sviluppate dal fornitore unico Bridgestone, mentre i motori a disposizione di un singolo pilota nel corso della stagione diventarono solo otto. L'intesa tra i team e la FIA non fu però siglata tra baci e abbracci, anzi, fu ostacolata da continue minacce da parte della stessa FOTA contraria al budget cup di 40 milioni di dollari richiesto dalla Federazione, che imponeva l'utilizzo dei motori Cosworth (o in alternativa dei propulsori il cui sviluppo fu congelato nel 2007) e delle trasmissioni sviluppate da Xtrac and Ricardo TransmissionsMax Mosley si trovò dunque costretto ad accettare le richieste della Ferrari e degli altri top team, chiedendo però un taglio del budget negli anni a venire. Il Presidente della FIA, coinvolto da uno scandalo a luci rosse, rinunciò anche alla candidatura per le prossime elezioni, favorendo la scalata al potere di Jean Todt, ufficializzata il 23 ottobre.
I gran premi di Francia e Canada furono cancellati dal calendario di Formula 1 per via del mancato accordo tra gli organizzatori dei succitati eventi e la FOM di Bernie Ecclestone, che dunque optò per lo spostamento del Circus nella pittoresca cornice di Abu Dhabi.

A contendere la leadership del pilota britannico furono Sebastian Vettel e il team Red Bull Racing, finalmente competitivo dopo anni di transizione grazie al genio del progettista Adrian Newey. Forte di un inizio di stagione eccezionale, con sei vittorie e un terzo posto nei primi sette gran premi, Button prese subito il largo in classifica distanziando tutti i suoi avversari al titolo, salvo poi non riuscire più a conquistare successi per via del mancato sviluppo della sua Brawn-Mercedes. Ad approfittarne fu la Red Bull, che con una parte centrale di stagione fenomenale arrivò ad insidiare il trono della scuderia britannica in entrambe le classifiche. Con una buona serie di piazzamenti a punti Button fece il massimo per conservare la sua leadership, mancando solo una volta l'appuntamento con la top ten contro le cinque del suo rivale al titolo. Questo gli permise di arrivare al penultimo GP stagionale in Brasile con un margine più che rassicurante su Vettel, che mancando l'appuntamento con la vittoria avrebbe dovuto gettare la spugna. Webber si aggiudicò la gara di Interlagos, precedendo Robert Kubica (al suo unico podio stagionale) e Lewis Hamilton; il quinto posto raccolto da Button fu dunque sufficiente a garantirgli la conquista del suo primo titolo in carriera, a cui si aggiunse anche la conquista del Mondiale Costruttori per la Brawn GP.
Curioso episodio nel Gran Premio d'Ungheria, dove Fernando Alonso fu rispedito in pista dai box nonostante avesse una ruota fissata in modo anomalo che puntualmente si staccò dalla sua Renault. Il team francese fu dunque squalificato per la successiva trasferta di Valencia, salvo poi essere riammesso vincendo l'appello e convertendo la sanzione in una multa di 50.000 dollari. Il weekend di Budapest fu anche funestato dal terribile incidente di Felipe Massa, causato da una molla fuoriuscita dalla Brawn di Rubens Barrichello durante le qualifiche. Il pilota brasiliano fortunatamente se la cavò con una commozione cerebrale e un taglio sulla fronte, oltre che con una lesione alla parte sinistra del cranio che lo costrinse a rinunciare al resto della stagione.

Il terribile incidente di Felipe Massa nelle qualifiche
del Gran Premio d'Ungheria

Al suo posto la Ferrari pensò di ingaggiare subito Michael Schumacher, che però rinunciò all'offerta per problemi al collo costringendo la scuderia di Maranello a ripiegare sul tester Luca Badoer, che tornò in F1 dopo nove anni di assenza. Per il Cavallino Rampante fu una stagione ben al di sotto delle aspettative, frenata dallo sviluppo del KERS (sistema di recupero dell'energia cinetica generata in frenata, ancora facoltativo e introdotto dalle sole Ferrari, Mclaren e BMW Sauber) e da un'aerodinamica meno efficace delle rivali Brawn, Red Bull e Mclaren. Kimi Raikkonen salvò la stagione della Rossa trionfando ancora una volta sul circuito di Spa-Francorchamps, dove beffò il poleman Giancarlo Fisichella conquistando l'unica vittoria stagionale della Rossa. Al termine della gara la stessa Ferrari decise di appiedare Badoer rimpiazzandolo proprio con il connazionale pilota romano, a sua volta sostituito dalla Force India con il tester Vitantonio Liuzzi. Avvicendamento anche in casa Renault, con l'ingaggio di Romain Grosjean al posto del deludente Nelson Piquet Jr.
Il figlio del tre volte Campione del Mondo Nelson per tutta risposta rivelò all'emittente televisiva brasiliana Rede Globo l'astuto piano di Flavio Briatore e Pat Symonds per favorire la vittoria di Fernando Alonso nel GP di Singapore dell'anno precedente (dove il secondo pilota del team francese andò intenzionalmente a sbattere contro le barriere in un punto difficile della pista causando l'ingresso della Safety Car subito dopo la sosta del suo compagno di squadra asturiano), scatenando una serie di polemiche che si trascineranno fino al Consiglio Mondiale della FIA con la squalifica degli stessi Briatore e Symonds (poi annullata in appello).


Campionato Piloti:


Jenson Button conquista il titolo piloti 2009
1 - Jenson Button (Brawn GP): 95 Punti
2 - Sebastian Vettel (Red Bull): 84 Punti
3 - Rubens Barrichello (Brawn GP): 77 Punti
4 - Mark Webber (Red Bull): 69,5 Punti
5 - Lewis Hamilton (Mclaren): 49 Punti
6 - Kimi Raikkonen (Ferrari): 48 Punti
7 - Nico Rosberg (Williams): 34,5 Punti
8 - Jarno Trulli (Toyota): 32,5 Punti
9 - Fernando Alonso (Renault): 26 Punti
10 - Timo Glock (Toyota): 24 Punti
11 - Felipe Massa (Ferrari): 22 Punti
12 - Heikki Kovalainen (Mclaren): 22 Punti
13 - Nick Heidfeld (BMW Sauber): 19 Punti
14 - Robert Kubica (BMW Sauber): 17 Punti
15 - Giancarlo Fisichella (Force India/Ferrari): 8 Punti
16 - Sebastien Buemi (Scuderia Toro Rosso): 6 Punti
17 - Adrian Sutil (Force India): 5 Punti
18 - Kamui Kobayashi (Toyota): 3 Punti
19 - Sebastien Bourdais (Scuderia Toro Rosso): 2 Punti
20 - Kazuki Nakajima (Williams): 0 Punti
21 - Nelson Piquet JR (Renault): 0 Punti
22 - Vitantonio Liuzzi (Force India): 0 Punti
23 - Romain Grosjean (Renault): 0 Punti
24 - Jaime Algersuari (Scuderia Toro Rosso): 0 Punti
25 - Luca Badoer (Ferrari): 0 Punti


Campionato Costruttori:

1 - Brawn GP: 172 Punti
2 - Red Bull: 153,5 Punti
3 - Mclaren: 71 Punti
4 - Ferrari: 70 Punti
5 - Toyota: 59,5 Punti
6 - BMW Sauber: 36 Punti
7 - Williams: 34,5 Punti
8 - Renault: 26 Punti
9 - Force India: 13 Punti
10 - Scuderia Toro Rosso: 8 Punti