martedì 2 maggio 2017

Albo d'oro F1: 1994

La Simtek incidentata di Ratzenberger
nelle qualifiche di Imola
Il Campionato Mondiale di Formula 1 del 1994 fu funestato dalle tragiche morti di Roland Ratzenberger e di Ayrton Senna, uno dei piloti più forti della storia di questo sport, durante il Gran Premio di San Marino. Il pilota brasiliano, passato al posto del suo ormai ex rivale Alain Prost alla potentissima Williams e dato per sicuro vincitore del Campionato, si trovò a dover lottare con una
vettura troppo stretta per contenerlo, velocissima, ma troppo spesso traballante per via dell'abolizione delle sospensioni 'attive' dal regolamento, che costrinse il team Campione in carica ad un improvviso cambio di rotta dopo aver progettato l'intero corpo vettura per la vecchia soluzione non più regolare.
Ciò nonostante Ayrton Senna si confermò pilota velocissimo, conquistando la pole nella gara inaugurale nel suo Brasile e accumulando un discreto margine nei primi giri sulla Benetton di Michael Schumacher. L'ordine si invertì clamorosamente dopo il pit stop grazie alla velocità dei meccanici della scuderia anglo-italiana, che permisero al tedesco di prendere il largo. Il pilota brasiliano tentò di resistere spremendo al massimo la sua monoposto ma un problema ai freni lo mandò in testacoda causandone il ritiro e lasciando via libera a Schumacher che vinse agevolmente conquistando la vetta della classifica piloti. Analogo epilogo nella successiva gara dove il brasiliano, partito ancora una volta dalla prima casella della griglia di partenza, fu tagliato fuori da un beffardo tamponamento del suo ex compagno in Mclaren Mika Hakkinen mentre la Benetton numero cinque si involava verso il traguardo. Con venti punti di ritardo in classifica, costretto a rimontare già dalla gara successiva a Imola, Senna si presentò con una notevole pressione addosso sul tracciato sammarinese. La situazione precipitò ancora con il terribile incidente del connazionale Rubens Barrichello nelle prove libere del venerdì, in cui il pilota della Jordan riportò la rottura del braccio. Il già scosso Campeao diede un'ulteriore lezione di guida ai suoi colleghi conquistando la pole position nelle qualifiche, ma un nuovo, tragico, incidente causò la morte di Roland Ratzenberger, alimentando le polemiche per l'eccessiva pericolosità delle vetture del periodo, troppo fragili per adeguarsi ai tanti cambiamenti regolamentari imposti a partire da questa stagione. Ayrton Senna fu visibilmente scosso dall'accaduto, ma decise comunque di prendere parte alla gara così come il resto dei suoi colleghi. Prese il via in testa, comandando la gara per sei giri, ma alla curva Tamburello perse completamente il controllo della sua vettura tradito dal piantone dello sterzo della sua Williams. Il pilota brasiliano tentò di cambiare la direzione presa dalla monoposto, ma lo schianto con il muretto che delimitava il circuito fu inevitabile.


Il terribile incidente di Ayrton Senna

L'incidente fu fatale ad Ayrton Senna, deceduto poche ore dopo a Bologna, dove era stato trasportato d'urgenza. In un clima cupo, frutto di un weekend tragico in cui nessuno fece nulla per fermare la tragica serie di incidenti verificatisi, la gara riprese il via registrando un nuovo incidente nella corsia dei box in cui rimasero feriti alcuni meccanici e incoronando Schumacher ancora vincitore davanti alla Ferrari di Nicola Larini, tester promosso al ruolo di seconda guida per sostituire l'infortunato Jean Alesi. La scomparsa di Senna commosse i tifosi, lasciando un vuoto incolmabile nel cuore dei brasiliani che gli furono sempre devoti e che lo riabbracciarono nei funerali svolti a San Paolo pochi giorni dopo la tragedia. La FIA prese subito provvedimenti alla luce di quanto accaduto, imponendo misure più restrittive sulla sicurezza dei piloti su tutti i circuiti dove si sarebbe corso nel resto della stagione. Per adeguarsi a tali regole alcuni tracciati furono ridisegnati con l'utilizzo di barriere di pneumatici.

Damon Hill vs Michael Schumacher
Michael Schumacher intanto si involò in testa alla classifica, conquistando la vittoria anche a Monaco e un secondo posto con cambio in avaria in Spagna. Damon Hill provò a fare il possibile per reggere il ritmo del pilota tedesco, ma a metà stagione il Mondiale sembrava già proiettato verso la Benetton. Tronfio per la sua prima annata da vero protagonista, Schumacher si permise il lusso di scavalcare la Williams del suo rivale nel giro di formazione del Gran Premio di Gran Bretagna, sorpasso vietato da regolamento che causò l'immediata reazione dei Giudici con l'esposizione della bandiera nera nei confronti della vettura del tedesco. Schumi per tutta risposta si fece beffe della squalifica rimanendo in gara e tagliando il traguardo al secondo posto. La FIA prese provvedimenti ancora più pesanti, annullando il risultato ottenuto a Silverstone e sospendendolo per due gare (evento già accaduto nel corso dell'annata con la squalifica subita da Eddie Irvine per aver causato un incidente nel Gran Premio del Brasile). L'unica concessione data al pilota tedesco fu il posticipo della squalifica alle gare di Monza e Estoril (dove fu sostituito rispettivamente da Johnny Herbert e JJ Lehto), permettendogli così di correre nel suo circuito di casa e in Ungheria, dove vinse ancora. Una nuova tegola sulla testa di Schumacher arrivò nel successivo Gran Premio del Belgio, in cui vinse agevolmente nonostante un testacoda. L'eccessiva usura del fondo piatto della sua vettura nell'escursione fece si che il pilota venisse ancora una volta squalificato concedendo così il pieno recupero di Damon Hill a due gare dal termine.
Schumacher rispose con una vittoria nella terzultima gara dell'anno a Jerez, portando il suo vantaggio a cinque punti, immediatamente tornati a uno dopo l'affermazione di Hill nel successivo appuntamento sulla pista di Suzuka. Con una situazione di totale incertezza, vissuta sul filo del rasoio in entrambe le classifiche, i due protagonisti della stagione 1994 affrontarono il Gran Premio conclusivo di Adelaide. La pole fu conquistata dal rientrante Nigel Mansell, prelevato dal team Williams dopo un paio di stagioni positive nel Campionato CART per sostituire Ayrton Senna (alternandolo con il tester David Coulthard). Il Leone d'Inghilterra non sfruttò al meglio la sua partenza al palo venendo scavalcato da Schumacher e da Hill, che iniziarono un vero e proprio duello a suon di giri record. Nel corso del trentacinquesimo giro però il pilota tedesco andò lungo, impattando contro il muro e rientrando di traverso davanti alla Williams del suo rivale che nel tentativo di superarlo finì per colpirlo mandandolo fuori pista.

Adelaide, 1994. Damon Hill vs Michael Schumacher

Giudicato come un normale contatto di gara, l'incidente decretò la fine dei giochi per il titolo consegnando l'alloro a Michael Schumacher, il primo di una gloriosa carriera che lo portò al vertice dei record di ogni epoca con sette titoli. Il team potè consolarsi fregiandosi del titolo costruttori in virtù della vittoria di Nigel Mansell proprio nell'ultima GP d'Australia. Ritorno al successo dopo quattro anni per la Scuderia Ferrari nel Gran Premio della Germania con un Gerhard Berger in grande spolvero, riuscito a resistere alla pressione di Schumacher al via e poi in perfetto controllo della corsa davanti alle due Ligier di Panis e Bernard. Stagione dignitosa per il team Mclaren, spesso a podio con Hakkinen e Brundle a dispetto della fragilità del motore Peugeot, e per Rubens Barrichello su una Jordan sempre più al vertice dei team di centro gruppo. Gli esperti Andrea de Cesaris e Michele Alboreto disputarono le loro ultime stagioni nella massima formula automobilistica. Anche lo storico team Lotus, ormai lontanissimo dai tempi d'oro di Colin Chapman, chiuse definitivamente i battenti cedendo i modelli per la stagione successiva alla Pacific.


Campionato Piloti:

1 - Michael Schumacher (Benetton): 92 Punti
2 - Damon Hill (Williams): 91 Punti
3 - Gerhard Berger (Ferrari): 41 Punti
4 - Mika Hakkinen (Mclaren): 26 Punti
5 - Jean Alesi (Ferrari): 24 Punti
6 - Rubens Barrichello (Jordan): 19 Punti
7 - Martin Brundle (Mclaren): 16 Punti
8 - David Coulthard (Williams): 14 Punti
9 - Nigel Mansell (Williams): 13 Punti
10 - Jos Verstappen (Benetton): 10 Punti
11 - Olivier Panis (Ligier): 9 Punti
12 - Mark Blundell (Tyrrell): 8 Punti
13 - Heinz-Harald Frentzen (Sauber): 7 Punti
14 - Nicola Larini (Ferrari): 6 Punti
15 - Christian Fittipaldi (Footwork): 6 Punti
16 - Eddie Irvine (Jordan): 6 Punti
17 - Ukyo Katayama (Tyrrell): 5 Punti
18 - Eric Bernard (Ligier/Lotus): 4 Punti
19 - Karl Wendlinger (Sauber): 4 Punti
20 - Andrea De Cesaris (Jordan/Sauber): 4 Punti
21 - Pierluigi Martini (Minardi): 4 Punti
22 - Gianni Morbidelli (Footwork): 3 Punti
23 - Erik Comas (Larrousse): 2 Punti
24 - JJ Lehto (Benetton/Sauber): 1 Punto
25 - Michele Alboreto (Minardi): 1 Punto
26 - Johnny Herbert (Ligier/Lotus/Benetton): 0 Punti
27 - Olivier Beretta (Larrousse): 0 Punti
28 - Pedro Lamy (Lotus): 0 Punti
29 - Jean-Marc Gounon (Simtek): 0 Punti
30 - Alex Zanardi (Lotus): 0 Punti
31 - David Brabham (Simtek): 0 Punti
32 - Mika Salo (Tyrrell/Lotus): 0 Punti
33 - Franck Lagorce (Ligier): 0 Punti
34 - Roland Ratzenberger (Simtek): 0 Punti
35 - Yannick Dalmas (Larrousse): 0 Punti
36 - Philippe Adams (Lotus): 0 Punti
37 - Domenico Schiattarella (Simtek): 0 Punti
38 - Bertrand Gachot (Pacific): 0 Punti
NC - Ayrton Senna (Williams): 0 Punti
NC - Hikedi Noda (Larrousse): 0 Punti
NC - Paul Belmondo (Pacific): 0 Punti
NC - Philippe Alliot (Mclaren/Larrousse): 0 Punti
NC - Taki Inoue (Simtek): 0 Punti
NC - Aguri Suzuki (Jordan/Ligier): 0 Punti
NC - Jean-Denis Deletraz (Larrousse): 0 Punti
NC - Andrea Montermini (Simtek): 0 Punti


Campionato Costruttori:

1 - Williams: 118 Punti
2 - Benetton: 103 Punti
3 - Ferrari: 71 Punti
4 - Mclaren: 42 Punti
5 - Jordan: 28 Punti
6 - Ligier: 13 Punti
7 - Tyrrell: 13 Punti
8 - Sauber: 12 Punti
9 - Footwork: 9 Punti
10 - Minardi: 5 Punti
11 - Larrousse: 2 Punti
12 - Lotus: 0 Punti
13 - Simtek: 0 Punti
14 - Pacific: 0 Punti