sabato 29 aprile 2017

Sebastian Vettel - Storia

Sebastian Vettel (Heppenheim, 3 luglio 1987) è un pilota automobilistico tedesco Campione del Mondo di Formula 1 nel 2010, 2011, 2012 e 2013 con il team Red Bull Racing. Dal 2015 è passato alla Scuderia Ferrari, riportandola al successo nel Gran Premio della Malesia dello stesso anno.
È detentore di diversi record in Formula 1, tra cui essere il più giovane pilota di Formula 1 ad aver ottenuto una pole position, a guadagnare più punti in una singola stagione (397, 2013), ad aver vinto il maggior numero di gran premi in una stagione (13, al pari di Michael Schumacher, ad aver vinto un gran premio, ad essere salito sul podio, a segnare un giro veloce, a compiere più pole position in una singola stagione (15, nel 2011), ad essere diventato Campione del Mondo di Formula 1.

Carriera


Gli esordi

Vettel nel 2006 in F3 Euroseries
Vettel inizia a gareggiare con i kart nel 1995, vincendo numerosi titoli. Nel 2003, passa alle monoposto scoperte dominando il campionato tedesco di Formula BMW con 18 vittorie su 20 corse complessive.
Nel 2005 guida per la ASL Mücke Motorsport nella Formula 3 Euro Series, piazzandosi in quinta posizione nella classifica finale con 64 punti e vincendo il premio di migliore debuttante in quella categoria.
Nel 2006 nella stessa serie termina invece al secondo posto, preceduto da Paul di Resta, oltre a marcare alcune presenze in Formula Renault 3.5, e, nonostante un infortunio, a correre il Masters di Formula 3 sul circuito olandese di Zandvoort, finendo in sesta posizione e ottenendo il terzo miglior tempo in assoluto, sorprendendo lo stesso manager della ASM, Frédéric Vasseur.


Formula 1


Gli esordi in BMW Sauber e la prima vittoria con la Toro Rosso (2006-2008)


Sulla BMW Sauber nel ruolo di Tester
Dopo il Gran Premio di Turchia, a seguito della sostituzione di Jacques Villeneuve con Robert Kubica come pilota titolare, diviene il terzo pilota e collaudatore della BMW Sauber, risultando così il pilota più giovane ad aver collaudato una macchina di Formula 1 nelle sessioni libere di qualifica del venerdì, all'età di 19 anni e 53 giorni (record battuto da Max Verstappen).
È anche il pilota più giovane ad essere stato multato nella categoria: ha ricevuto una multa di 1000 dollari per aver oltrepassato la velocità massima nella pitlane. Vettel nelle sessioni dei test impressiona tutti piazzando il tempo migliore nella seconda sessione del venerdì in Turchia e ricevendo inoltre i complimenti dallo stesso Michael Schumacher. Il giovane tedesco impressiona anche nelle sessioni di test nel Gran Premio d'Italia, piazzandosi sempre in prima posizione. Viene confermato come test driver per la BMW Sauber nel 2007, continuando però a correre nel campionato World Series by Renault, dove ottiene la prima vittoria al Nürburgring.
Dopo il serio incidente occorso a Robert Kubica durante il Gran Premio del Canada, Vettel sostituisce il pilota polacco nel Gran Premio degli Stati Uniti, posizionandosi ottavo e guadagnando così un punto nella sua prima gara in Formula 1. Questo risultato gli ha consentito di diventare il più giovane pilota della Formula 1 ad aver conquistato punti iridati (record soffiatogli dal russo Daniil Kvyat durante il Gran Premio d'Australia 2014).

Vettel nel Gp del Giappone 2007
Dal Gran Premio d'Ungheria Vettel sostituisce Scott Speed alla Toro Rosso. Durante il Gran Premio del Giappone, sul circuito del Fuji, è tra i candidati al podio, sotto una pioggia torrenziale, prima di venire coinvolto in un incidente con il pilota della Red Bull Mark Webber.
La dinamica dell'incidente, accaduto in regime di safety car, non fu chiarita dalle immagini televisive; successivamente, un video diffuso su YouTube dimostrò che il tamponamento di Vettel con Webber era stato causato da un brusco rallentamento del leader della gara Lewis Hamilton, che non fu punito dalla FIA.
Sebastian rientrò in lacrime ai box, ma ebbe occasione di rifarsi già durante il gran premio seguente in Cina, nel quale ottenne un eccezionale quarto posto. In virtù di questi risultati Vettel venne confermato dalla Toro Rosso per il 2008.

Nelle prime gare del 2008 Vettel non brilla, collezionando ben quattro ritiri nelle cinque gare iniziali. Il suo primo risultato stagionale è in Turchia, dove riesce a classificarsi 17º. Al Gran Premio di Monaco parte in ultima fila e grazie ad una buona strategia arriva 5º conquistando i primi punti della stagione. Nella gara successiva, che si corre in Canada, a Montréal, parte dalla corsia box, ma grazie a molti incidenti e ritiri, e resistendo agli attacchi da parte della McLaren di Kovalainen, riesce ad arrivare 8º conquistando un altro punto nel mondiale.
A seguito dell'annunciato ritiro di David Coulthard a fine 2008 Vettel viene ingaggiato dalla Red Bull come pilota titolare per il 2009. L'annuncio viene dato il 17 luglio 2008, alla vigilia del Gran Premio di Germania. Dopo un weekend deludente al Gran Premio d'Ungheria dove si è dovuto ritirare per un surriscaldamento del motore, il pilota tedesco riesce a rifarsi ottenendo il miglior tempo nella prima sessione di prove del venerdì del Gran Premio d'Europa a Valencia.
Due settimane dopo, in Belgio, sul circuito di Spa-Francorchamps, conquista 4 punti arrivando 5º, dopo una gara dal finale rocambolesco. Il giorno dopo aver conquistato la pole position nel Gran Premio d'Italia conduce la gara dall'inizio alla fine, nonostante le proibitive condizioni meteorologiche, divenendo il più giovane vincitore di un gran premio di Formula 1 all'età di 21 anni e 73 giorni (record detenuto precedentemente da Fernando Alonso). Salgono sul podio assieme a lui Heikki Kovalainen e Robert Kubica, formando così il podio più giovane mai realizzato in Formula 1.

S.Vettel conquista la sua prima vittoria in carriera nel GP d'Italia 2008

Vettel continua a confermare le sue potenzialità nei Gran Premi successivi, arrivando 5º alla prima edizione del Gran Premio di Singapore e 6º in Giappone, guadagnando così punti nel mondiale piloti che lo portano all'8º posto in classifica a due gare dal termine. In Brasile ultima prova del mondiale 2008, conclude in quarta posizione, togliendosi la soddisfazione di superare il futuro Campione del Mondo Lewis Hamilton.


I trionfi in Red Bull (2009-2014)


Vettel nel GP di Germania 2009
Nel Gran Premio d'Australia, dopo un'ottima prestazione (era 2º), ha una collisione con Robert Kubica a 3 giri dal termine, che lo mette fuori gioco; viene comunque classificato 13º perché ha percorso più del 90% della distanza totale. Il tedesco verrà successivamente penalizzato dai commissari per aver causato l'incidente, e sarà costretto a retrocedere di 10 posizioni nella griglia di partenza in Malesia.
Il 18 aprile in Cina regala alla Red Bull la prima pole position nella storia della scuderia, dopo aver effettuato un solo giro cronometrato in tutte e tre le sessioni di qualifica. 24 ore dopo, sotto la pioggia, riesce a conquistare la sua seconda vittoria in carriera: la Red Bull festeggia il suo primo successo, con doppietta grazie al secondo posto di Mark Webber.
In Bahrain continua la striscia positiva per il tedesco, con un 2º posto conquistato partendo dalla seconda fila in griglia. In Spagna, Vettel si qualifica 2º, ma taglia il traguardo in 4ª posizione, dietro al suo compagno di squadra. Questo gli permette di consolidare la sua 3ª posizione nel campionato piloti.

A Monaco però l'errore strategico di montare gomme morbide nel primo stint, dopo essere partito dalla seconda fila in griglia, lo fa rallentare notevolmente nei primi giri; dopo il pit-stop poi un errore alla prima curva determina un impatto contro le barriere: Vettel rompe la sospensione posteriore sinistra ed è costretto al ritiro dopo 15 giri. In Turchia ottiene la sua seconda pole position stagionale, dopo aver fatto segnare il miglior tempo in tutte e tre le sessioni di qualificazione; un errore nel corso del primo giro e il cambiamento verso una strategia a tre soste lo costringono ad accontentarsi del 3º posto finale. Anche in Gran Bretagna si ripete conquistando la seconda pole-position consecutiva; dopo una gara condotta sempre al comando, conquista la terza vittoria in carriera, il giro più veloce e regala alla Red Bull la seconda doppietta della stagione, realizzando il suo primo hat-trick in Formula 1.
In Germania, complice una qualifica non ottima, non va al di là del secondo posto, preceduto dal compagno Webber che ottiene il primo successo in carriera. In Ungheria parte in prima fila, ma alla prima curva si vede infilato dalle McLaren e dalla Ferrari di Kimi Räikkönen, favorite dall'utilizzo del KERS. Con il ferrarista c'è anche un contatto, ma solo nel prosieguo della corsa sarà costretto al ritiro a causa del cedimento di una sospensione. A Valencia nelle prove libere rompe il motore e in gara parte con il rischio che si verifichino anomalie al motore, cosa che puntualmente accade, anche se ormai la sua corsa era compromessa a causa di un pit-stop infelice. I propositi di vittoria nel mondiale si affievoliscono, visto che adesso ha solo due motori a disposizione nelle rimanenti sei corse e se userà un terzo propulsore dovrà partire dieci posizioni indietro, come da regolamento. A Spa-Francorchamps in Belgio conquista la terza piazza, dopo una serie di giri veloci, dietro a Kimi Räikkönen su Ferrari e Giancarlo Fisichella sulla Force India, portandosi così nuovamente al 3º posto nel campionato piloti.


S.Vettel sul podio del GP del Giappone 2009
A Monza la Red Bull non è competitiva e lo relega a lottare a centro-classifica per tutto il week end. Riesce comunque a classificarsi 8º e ad ottenere un punto mondiale dopo un duello al limite con Fisichella, e avvantaggiandosi del ritiro di Hamilton all'ultimo giro. Sembra andare meglio nel Gran Premio di Singapore dove dopo aver ottenuto la prima fila sulla griglia di partenza, tallona Hamilton per gran parte della gara, prima di subire un drive-through che lo relegherà al 4º posto finale. Trova comunque il riscatto la settimana dopo a Suzuka dominando in qualifica e vincendo la gara e, soprattutto, tenendo ancora aperta la lotta al mondiale. A San Paolo arriva sotto la bandiera a scacchi al 4º posto dopo essere partito dalla 16ª casella: sale in questo modo al secondo posto nel mondiale piloti, ma si trova ad uno svantaggio incolmabile da Jenson Button, ormai matematicamente campione del mondo. Vettel vince l'ultima gara della stagione sul nuovo circuito di Abu Dhabi, laureandosi vice-campione del mondo.

Anche nel 2010 Vettel e Webber formano la coppia della scuderia Red Bull. Nella prima gara della stagione, il Gran Premio del Bahrain, il tedesco parte dalla pole position e rimane in testa per buona parte della corsa, fino a quando un problema alla macchina lo costringe a rallentare e a retrocedere, cedendo le posizioni agli avversari, e giungendo quarto. Analoga situazione si verifica in Australia, la gara successiva, ma con esiti peggiori: dopo esser partito dalla pole position, e aver dominato per 26 giri, viene costretto al ritiro. Inizialmente si pensa a un problema all'impianto frenante, ma poi si scopre che la causa del guasto era un dado che fissava la ruota anteriore sinistra.
Nel terzo gran premio della stagione, disputato in Malesia, Vettel, partendo dalla terza posizione nella griglia di partenza, guadagna la leadership della gara, bruciando all'avvio sia Nico Rosberg che il compagno di squadra Mark Webber. In questo gran premio la sua monoposto prosegue senza guasti, giungendo al traguardo davanti allo stesso Webber. Grazie a questo risulto, nella classifica piloti, riesce a agganciare la terza posizione, a pari punti con il ferrarista Fernando Alonso.
Dopo un sesto posto ottenuto nel Gran Premio di Cina, quarta gara del campionato, al rientro in Europa, nel Gran Premio di Spagna, nonostante alcuni problemi con le gomme che lo costringono a un pit stop non previsto, riesce a ottenere comunque la 3ª posizione sul podio. Nel prestigioso Gran Premio di Monaco, parte dalla terza piazza, dietro la Renault di Robert Kubica, ma riesce a sorpassarlo al via e a piazzarsi dietro il compagno di team Mark Webber, vincitore della gara.
Nel Gran Premio di Turchia, il tedesco mentre si trova in 2ª posizione alle spalle del compagno di team Webber, nel tentativo di sorpassarlo urta con la sua monoposto, finendo fuori pista: Vettel è costretto al ritiro, mentre Webber, rientrato in pista, finisce la gara terzo.
Nella gara successiva, in Canada, in un circuito non particolarmente favorevole alle Red Bull, Vettel si piazza ai piedi del podio, al 4º posto. Nel Gran Premio d'Europa, a Valencia, ottiene la sua seconda vittoria stagionale, mentre nel Gran Premio di Gran Bretagna, nonostante la rottura di uno pneumatico nei primi giri per un contatto con Lewis Hamilton, ottiene il 7º posto.
Nel Gran Premio d'Ungheria, Vettel ottiene la sua 4º pole position di fila. Mentre si trova in 1ª posizione entra in pista la Safety-Car, ma al momento del rientro ai box della stessa, per errore, lascia troppo spazio tra di lui e la Safety-Car, come previsto da regolamento, e viene penalizzato con un drive through. Termina la gara in 3ª posizione.

Vettel nel GP di Abu Dhabi 2010
Al rientro dalla pausa estiva non riesce ad andare in zona punti nel Gran Premio del Belgio: al 18º giro, mentre è terzo dietro i due piloti della McLaren Hamilton e Button, tenta un sorpasso nei confronti di quest'ultimo, causando una collisione che mette l'inglese fuori gioco; Vettel viene penalizzato e finisce in fondo al gruppo, dove ha un nuovo incidente con Liuzzi: la foratura che ne consegue non gli consente di muovere la classifica, nonostante nei giri finali una fitta pioggia pare favorire le sue gomme da bagnato.
Nella gara successiva, il Gran Premio d'Italia, ottiene il sesto posto in griglia di partenza, il suo peggior risultato in qualifica della stagione. Dopo aver disputato una gara difficile a causa di alcuni problemi all'impianto frenante, riesce comunque a terminare al quarto posto, grazie anche ad un'azzardata strategia ad un solo pit stop, effettuato al penultimo giro di gara. Nel Gran Premio di Singapore, Fernando Alonso gli strappa la pole position per un pochissimi millesimi. In un circuito dove è difficilissimo sorpassare, Vettel rimane costantemente dietro il ferrarista, girando sui suoi stessi tempi, e giungendo al traguardo a soli 0,2 secondi dallo stesso, in seconda posizione.
Nel Gran Premio del Giappone domina la qualifica e la gara e si riporta a ridosso delle prime posizioni in classifica, ma nel successivo Gran Premio di Corea, nonostante l'ennesima pole position, le sue speranze di successo sembrano sfumare per via di un ritiro causato dall'improvvisa rottura del motore. Nella penultima gara, in Brasile conquista nuovamente pole position e vittoria. Grazie a questo risultato, e al secondo posto di Mark Webber, la Red Bull si aggiudica il titolo costruttori del campionato 2010. Nell'ultimo gran premio della stagione, ad Abu Dhabi, nonostante i pronostici per la conquista del titolo piloti siano tutti a favore del leader del mondiale Fernando Alonso, si laurea campione del mondo: Vettel infatti vince la gara e, grazie al modesto settimo posto ottenuto da Alonso, riesce a superare di 4 punti il rivale in classifica, diventando così il più giovane campione del mondo della storia della Formula 1, soffiando il record all'inglese Lewis Hamilton.

Nel 2011 la Red Bull parte col favore dei pronostici. Vettel, sempre affiancato da Webber, comincia il campionato col piede giusto: vince la prima gara nel Gran Premio d'Australia, dominando la corsa dopo aver conquistato la pole position, precedendo la McLaren di Lewis Hamilton e il sorprendente russo Vitaly Petrov. Anche nel Gran Premio della Malesia si ripete, conquistando pole position e vittoria. Nel Gran Premio di Cina conquista la terza pole della stagione, ma al traguardo arriva dietro il pilota britannico della McLaren Lewis Hamilton.
Nel Gran Premio di Turchia, parte per la quarta volta in pole position e ottiene la terza vittoria in campionato, davanti al compagno di team Mark Webber e al ferrarista Fernando Alonso. Nel Gran Premio di Spagna, vince la quarta gara su cinque rafforzando la leadership in classifica. Il 29 maggio vince anche nel Gran Premio di Monaco.
Il 12 giugno arriva secondo nello spettacolare Gran Premio del Canada; dopo varie interruzioni e dopo aver dominato per 69 giri e mezzo, sbaglia una curva e viene superato da Jenson Button. Due settimane dopo a Valencia, si aggiudica anche il Gran Premio d'Europa, portando a 77 punti il suo vantaggio su Button e su Webber. Si laurea campione del mondo per la seconda volta in Giappone arrivando terzo dietro a Button e Alonso. Nella storia della categoria diventa il più giovane bicampione. Nel Gran Premio d'India trionfa ancora e vince l'undicesimo Gran Premio della stagione partendo dalla pole. Nel corso dell'anno ha indossato quasi sempre caschi con livree diverse, dipinte appositamente da Jens Munser.

Vettel festeggia sul podio del Gp di Singapore 2012
La stagione 2012 comincia con un 2º posto in Australia. In Malesia giunge 11° a causa di una foratura provocata da un contatto con Narain Karthikeyan. In Cina giunge 5°. In Bahrain compie il cosiddetto Hat Trick vincendo ottenendo pole (prima in stagione) e giro veloce; torna inoltre al comando delle classifica mondiale con 53 punti davanti a Lewis Hamilton (49) e al suo compagno di squadra Mark Webber (48). Le gare successive sono altalenanti, infatti dopo la vittoria in Bahrain il tedesco non va a podio per 4 gare perdendo terreno su Alonso, leader del campionato; in Germania Vettel giunge dapprima secondo alle spalle di Alonso, ma per un sorpasso ritenuto irregolare su Button viene retrocesso alla quinta posizione.
Dopo quasi 6 mesi Seb torna a vincere nel Gran Premio di Singapore; decisivo è però il ritiro di Hamilton, che guidava la corsa. I successivi due gran premi, Giappone e Corea, vengono dominati da Sebastian. In Giappone ottiene il suo secondo Grand Chelem (Pole position, giro veloce, vittoria e in testa dall'inizio alla fine). In Corea parte in 2ª posizione, ma passa subito davanti a tutti sorpassando il suo compagno di squadra Mark Webber. Inoltre, torna in testa al mondiale piloti con +6 punti di distacco da Fernando Alonso.

Nel Gran Premio D'India parte in prima posizione dove ci rimane per tutta la durata della gara raggiungendo così la sua quarta vittoria consecutiva e la quinta stagionale; Aumenta inoltre il distacco su Fernando Alonso portandosi a +13 punti a tre gare dalla fine. Nelle prove cronometrate del Gran Premio di Abu Dhabi ottiene il terzo tempo, ma irregolarità nella quantità di benzina a bordo al termine delle qualifiche (nel serbatoio era rimasto meno di un litro di benzina, limite minimo imposto dalla Federazione) viene retrocesso all'ultimo posto. Vettel e la Red Bull decidono di sostituire il cambio, partendo così dalla pit-lane, in penultima posizione davanti a Pedro de la Rosa, anch'egli partito dai box. Nonostante due contatti nelle prime fasi di gara che lo costringono anche ad un pit-stop anticipato per sostituire l'ala anteriore, danneggiata nello scontro con un cartello di polistirolo e a seguito di un contatto con Bruno Senna, Sebastian riesce a rimontare e, grazie anche al duplice ingresso della safety car, a pochi giri dal termine sorpassa Jenson Button e si classifica in terza posizione.
Riesce, pertanto, a limitare i danni nel Mondiale: infatti, il suo rivale Fernando Alonso arriva davanti a lui, in seconda posizione dietro al finlandese Kimi Raikkonen, guadagnando solo 3 punti sul tedesco, che mantiene un vantaggio di 10 punti a due gare dal termine. Nel Gran Premio degli Stati Uniti parte in pole-position davanti a Lewis Hamilton e Mark Webber.
Alla partenza scatta e mantiene la prima posizione fino al giro 46 dove un doppiaggio (la HRT di Narain Karthikeyan) non li permette di avere piena accelerazione sul rettilineo. In questo modo Hamilton può sfruttare il DRS. Vettel giunge 2° al traguardo, davanti a Fernando Alonso, portando a +13 il distacco sul secondo in classifica iridata.
Nell'ultima gara in Brasile giunge solo sesto con il rivale Alonso che conquista il secondo gradino del podio. Tuttavia, Vettel riesce ad aggiudicarsi il suo terzo titolo mondiale con 3 punti di vantaggio sullo spagnolo.

Vettel contro Webber in Malesia
Nel primo gran premio della stagione, dopo aver conquistato la pole in qualifica, Vettel conclude la gara sul podio in terza posizione, molto staccato da Raikkonen e da Alonso.
Nel Gran Premio della Malesia successivo il tedesco conquista la sua prima vittoria stagionale, con un contestatissimo sorpasso ai danni del suo compagno di scuderia Mark Webber, contravvenendo agli ordini di scuderia e causando fiumi di polemiche nei giorni successivi.
Dopo una gara poco entusiasmante in Cina, in cui viene penalizzato dalla scelta di non disputare la Q3, partendo dal nono posto sulla griglia di partenza e arrivando al traguardo in quarta posizione, il tedesco conquista la sua seconda vittoria stagionale in Bahrain, dominando fin dai primi giri e regolando il suo rivale in classifica Kimi Raikkonen gestendo le gomme nelle ultime tornate. Dopo un deludente quarto posto in Spagna, Vettel torna sul podio a Monaco, conquistando il secondo posto alle spalle del vincitore Nico Rosberg. Nel Gran Premio del Canada Sebastian Vettel vince la sua terza gara stagionale, ipotecando il successo fin dalla partenza con un ritmo gara inavvicinabile per i suoi avversari. Dopo un mesto ritiro in Gran Bretagna a causa della rottura del cambio della sua Red Bull, il pilota tedesco si riscatta nella sua gara di casa, trionfando davanti alle Lotus di Raikkonen e Grosjean.

S. Vettel festeggia il suo 4° titolo consecutivo

Vettel continua la sua marcia trionfale in Ungheria e Belgio, dove conquista rispettivamente un terzo ed un altro primo posto, consolidando la sua leadership nel Mondiale Piloti. Dal GP del Belgio in poi il tedesco si supera, inanellando una serie di altre otto affermazioni consecutive (Monza, Singapore, Corea, Giappone, India, Abu Dhabi, USA, Brasile) e aggiudicandosi il suo quarto titolo iridato nel GP di Greater Noda in India, con ben 3 gare di anticipo sulla fine del Mondiale.

Vettel durante il GP d'Australia 2014
La stagione successiva non parte allo stesso livello delle annate precedenti: la RB10 si dimostra poco affidabile, rallentata da problemi di adattamento del nuovo motore Renault V6 Turbo che le impediscono di tenere il passo di Mercedes e Mclaren. In Australia si intravede la possibilità di un riscatto, ma la sfortuna continua a colpire il Campione del Mondo in carica sia in qualifica che in gara: partito dal 12° posto per via di un calo di pressione del propulsore montato sulla sua vettura durante i minuti finali della Q2, il tedesco deve rinunciare ad ogni velleità di classifica pochi istanti dopo la partenza, venendo richiamato ai box nel tentativo di preservare il motore in ottica Campionato. Le gare successive seguono un andamento molto simile, con frequenti problemi nella messa a punto della vettura che gli hanno consentito di ottenere solo alcuni sporadici piazzamenti a podio.
In rotta di collisione con la scuderia austro-inglese non migliora il rendimento nella seconda parte di stagione, venendo superato nelle gerarchie dal nuovo compagno di squadra Daniel Ricciardo (autore di tre splendide affermazioni contro le zero di Vettel) e iniziando un flirt con la Scuderia Ferrari, confermato dai rumors che circolavano nel Circus già dal Gran Premio del Giappone. Il 20 novembre dello stesso anno viene ufficializzato il passaggio del quattro volte Campione del Mondo alla squadra italiana, dove sostituirà il partente Alonso al fianco di Kimi Raikkonen. Chiude la sua ultima stagione in Red Bull con un deludente quinto posto in classifica a quota 167 punti.

Il passaggio in Ferrari (2015-)


Vettel conquista il Gran Premio di Singapore 2015

Dopo aver ufficializzato il suo passaggio alla Rossa di Maranello, Vettel inaugura la sua nuova avventura in Formula 1 testando la F2012 sul circuito di Fiorano. Il lungo lavoro invernale spalla a spalla con ingegneri e meccanici porta i suoi frutti con la splendida SF15-T, vettura molto più competitiva dell'anno precedente. Per la sua nuova monoposto il pilota tedesco sceglie il nome 'Eva'.

Dopo un buon terzo posto in Australia, Vettel e Eva ottengono la loro prima vittoria stagionale sul circuito di Sepang, spezzando un digiuno di quasi due anni per la Rossa. Ad eccezione dei Gran Premi di Belgio e Messico, in cui il pilota tedesco è costretto alla resa, la prima annata del binomio Vettel-Ferrari prosegue a gonfie vele: 2° a Monaco, 3° in Cina, Spagna e Gran Bretagna, 4° in Austria e 5° in Bahrain e Canada. 
Nel Gran Premio d'Ungheria arriva la seconda vittoria stagionale, nel giorno in cui la F1 piange la scomparsa di Jules Bianchi per le conseguenze del grave incidente accadutogli durante il Gran Premio del Giappone dell'anno precedente. A conferma dell'ottimo stato di forma della Ferrari e del Campione del Mondo tedesco, Vettel ottiene una serie di cinque gare consecutive a podio, in cui spicca il terzo successo personale a Singapore (arricchito dalla prima pole position della Rossa dopo 61 gare di digiuno). Grazie al terzo posto in Brasile ed al quarto ad Abu Dhabi Vettel consolida la sua terza posizione in classifica piloti, diventando il primo pilota della Scuderia di Maranello in grado di centrare 13 podi nella stagione di debutto.

Il 2016 parte sotto i buoni propositi della Rossa dopo un 2015 positivo, ma già dai primi test a Barcellona si capisce che la SF16-H non è all'altezza della rivale Mercedes. Ciò nonostante Vettel si impegna al massimo nella prima parte del Mondiale, centrando cinque podi in otto GP e mancando l'appuntamento in Bahrain e Russia per colpe altrui (rispettivamente a causa di problema al motore nel giro di formazione e per via di un doppio contatto con Daniil Kvyat nelle prime fasi della gara di Sochi). Dopo un nuovo ritiro in Austria, Vettel ottiene una buona striscia di risultati utili, non riuscendo però a ripetere il livello delle prime gare: nei 12 appuntamenti del calendario rimanenti arriveranno infatti solo due terzi posti in Italia e Abu Dhabi, per un totale di 212 punti. 

Vettel sul podio del Gran Premio del Bahrain 2017

Di tutt'altra pasta il 2017, iniziato nel migliore dei modi con la vittoria in Australia davanti al duo Mercedes Hamilton-Bottas e con il secondo posto nel Gran Premio di Cina. Nella terza gara stagionale in Bahrain, complice una strategia efficace del muretto Ferrari, coglie la sua seconda affermazione personale e la leadership assoluta della classifica piloti. L'assoluta competitività della SF70-H si conferma anche in Russia, dove coglie la pole position davanti al suo compagno di squadra Raikkonen.