sabato 29 aprile 2017

Red Bull Racing - Storia

La Infiniti Red Bull Racing è una scuderia austriaca di Formula 1 con sede a Milton Keynes, in Gran Bretagna, di proprietà della compagnia di bevande energetiche Red Bull, precedentemente già sponsor di altre squadre. Si è aggiudicata per quattro anni consecutivi (2010, 2011, 2012 e 2013) il campionato costruttori e il campionato piloti (con Sebastian Vettel).

Storia


Le origini del Team e la collaborazione con la Cosworth (2005)


Coulthard su Red Bull nel Gp del Canada 2005
Nel 1996 Jackie Stewart fondò il team dal nome Stewart Grand Prix ricevendo il supporto ufficiale della Ford. Nel 2000 il costruttore americano di autovetture prese il pieno controllo della scuderia, rinominandola in Jaguar Racing F1 Team, ma nel 2004 per problemi finanziari vendette tutto, per la cifra simbolica di un dollaro, alla multinazionale austriaca di bevande Red Bull.
All'inizio del 2005 la dirigenza ex-Jaguar fu sostituita da un nuovo gruppo diretto da Christian Horner, con Günther Steiner come direttore tecnico.
Alla prima stagione, come pilota venne ingaggiato il veterano David Coulthard (pilota F1 di Williams e Mclaren dal 1994) affiancato dai giovani Christian Klien, pilota Jaguar nel 2004, e Vitantonio Liuzzi già campione di Formula 3000 con la scuderia Arden International diretta da Horner.
Questi ultimi avrebbero dovuto dividersi le gare della stagione, con Klien che ha partecipato alle prime corse e Liuzzi che esordì nel Gran Premio di San Marino per poi restituire il volante a Klien, ma complessivamente Klien prese parte a 14 gare (più l'abortito Gran Premio degli Stati Uniti) contro le sole 4 di Liuzzi. Nel 2005 la Red Bull ottenne buoni risultati, chiudendo al 7° posto della classifica costruttori con 34 punti.
Si mise in luce Coulthard, che nell'arco della stagione arrivò con una certa regolarità nella top eight, e a cui fu rinnovato il contratto per il 2006, così come a Klien ancora una volta preferito a Liuzzi. La squadra ottenne una fornitura Ferrari per il 2006, la prima stagione con il nuovo regolamento tecnico con l'introduzione dei motori V8 da 2400 cc.

Dalla Cosworth alla Ferrari (2006)


Coulthard sulla RB2 motorizzata Ferrari
Per sistemare alcuni dei giovani piloti provenienti dalle iniziative del Red Bull Driver Search nelle formule minori, la Red Bull acquistò il 10 settembre 2005 lo storico team Minardi che affiancò la Red Bull Racing come seconda squadra a partire dalla stagione 2006 con il nome di Toro Rosso (traduzione letterale di Red Bull Team) e Liuzzi e Speed (che aveva provato la Red Bull nell'anno precedente in qualità di collaudatore) come piloti.
Nel 2006 Coulthard e Klein furono affiancati dal collaudatore Robert Doornbos, inoltre la Red Bull si assicurò l'ingaggio del progettista Adrian Newey già disegnatore di vetture vincenti per Williams e McLaren, oltre al suo braccio destro nel settore dell'aerodinamica Peter Prodromou che lasciò la McLaren solo a fine 2006.
Queste acquisizioni indicarono una forte propensione a investire notevoli fondi per un progetto finalizzato a svolgere un ruolo di primo piano nella F1 dopo l'iniziale stagione di apprendimento.
Sempre nel 2006 arrivò il primo podio della scuderia, conquistato da Coulthard nel Gran Premio di Monaco giungendo terzo. In questa stagione però il team ottenne solo 16 punti, confermando il piazzamento dell'anno precedente nella classifica costruttori.
Nell'ottobre 2006 la scuderia annunciò la sostituzione del propulsore voluta fortemente da Adrian Newey che rifiutava di lavorava con un motore Ferrari che, a suo dire, sarebbe stato troppo ingombrante per lo sviluppo dell'aerodinamica della vettura. Venne quindi girata la fornitura dei motori della casa di Maranello alla scuderia satellite Toro Rosso, da cui arrivò la motorizzazione Renault. Fu ingaggiato, proveniente dalla Williams, il pilota australiano Mark Webber, che affiancò Coulthard.

Il Passaggio alla Renault (2007-)

Webber ottenne il podio in Germania nel 2007
La squadra da quest'anno migliora le prestazioni e ottiene spesso piazzamenti a punti, il miglior risultato è quello di Webber, 3º al Nürburgring.
Tuttavia, diversi problemi di affidabilità toglieranno alla squadra altri possibili punti, dopo buone prestazioni in qualifica (specialmente da parte di Mark Webber).
Al termine della stagione il team chiuderà al 5º posto con 24 punti, alle spalle della Williams e davanti alla Toyota.

Meno bene andarono le cose nel 2008, dove la squadra, con gli stessi piloti, ma ottenendo più punti dell'anno prima (con un 3º posto di Coulthard in Canada), finì settima, superata dalla cugina Toro Rosso.
Da tale scuderia viene il nuovo acquisto del 2009, Sebastian Vettel (vincitore con il team satellite a Monza) che sostituisce Coulthard, ritiratosi dalla Formula 1.

Proprio il giovane pilota tedesco, il 19 aprile 2009, vinse il Gran Premio di Cina con alle spalle il compagno Mark Webber a siglare la doppietta, registrando quindi il primo importante successo per il team che assieme alla Brawn GP, diventò protagonista del campionato dopo un avvio difficile.
Il giorno prima Vettel aveva anche conquistato la prima pole position per la scuderia, pole poi ottenuta anche nel Gran Premio di Turchia il 6 giugno 2009 e nel Gran Premio di Gran Bretagna, a Silverstone, il 21 giugno 2009. Arrivò poi la seconda doppietta per la squadra, a Silverstone, avvenuta questa volta in una gara completamente asciutta, a differenza dell'altra vittoria, ottenuta in condizioni di pioggia. Due settimane dopo, al Nürburgring, la squadra ottiene un'altra doppietta, ma a vincere stavolta è Webber, partito in pole e autore di una gara impeccabile nonostante il drive-through subito per aver toccato la Brawn GP di Rubens Barrichello al via.

Vettel vittorioso ad Abu Dhabi 2009

In seguito la squadra consolidò il secondo posto tra i costruttori, e a ottobre centrò altre 2 vittorie, con Vettel in Giappone e con Webber in Brasile. La stagione si concluse nel migliore dei modi, con la quarta doppietta stagionale ottenuta ad Abu Dhabi, dove Vettel tagliò il traguardo davanti al compagno di squadra Webber e conquista il secondo posto nel campionato piloti.
La squadra chiuse quindi il mondiale alle spalle della matricola Brawn con 153,5 punti.

Il poker iridato di Vettel (2010-2014)


Sebastian Vettel festeggia il suo primo mondiale in F1
Per il campionato 2010 vengono confermati entrambi i piloti. La stagione comincia molto bene con 7 pole nelle prime 7 gare, 3 di Vettel e 4 di Webber. Tuttavia a grandi prestazioni (da ricordare anche 4 prime file complete) si alternano gare mediocri, con appena 3 vittorie. Tuttavia la Red Bull a Monaco, dopo la vittoria di Webber, vede i suoi piloti in testa a tutti. Due settimane dopo i due piloti si scontrano mentre sono primo e secondo sancendo di fatto l'inizio di una guerra che durerà tutto il mondiale. In estate e nella prima parte dell'autunno Webber si dimostra più costante, vincendo due gran premi e andando in testa al mondiale in Ungheria fino a Suzuka.
Vettel invece a belle prove come la vittoria in Giappone alterna errori grossolani come quello di Spa-Francorchamps, quando tampona Jenson Button durante una manovra di sorpasso. Si arriva dunque in Corea. Webber mentre è secondo si scompone, sbatte contro un muretto e quindi viene investito da Nico Rosberg, venendo così costretto al ritiro.

Vettel invece corre da gran campione ma a 10 giri dalla fine rompe il motore. La situazione a due gare dalla fine appare disperata, con Webber a -11 e Vettel a -25 dal leader Alonso. In Brasile la Red Bull vince il suo primo mondiale costruttori con una doppietta, ma primo arriva Vettel.
Nel Gran Premio finale di Abu Dhabi la Ferrari si concentra a marcare Webber dimenticandosi di Vettel, che vincendo la gara si aggiudica anche il suo primo titolo sfruttando la debacle di Alonso, settimo e beffato per soli 4 punti. La Red Bull vince entrambi i mondiali, regolando la Ferrari con ben 498 punti raccolti (da quest'anno fu introdotto il nuovo sistema di punteggio vigente anche nell'attuale Formula 1).

Webber nel 2011 sulla RB7
Per il campionato 2011 la Red Bull utilizza una nuova vettura, chiamata RB7, guidata per la terza stagione consecutiva da Vettel e da Webber. Il ruolo di collaudatore e terzo pilota è assegnato a Daniel Ricciardo. Dopo un incredibile partenza di stagione con 9 pole su 9 gare (7 Vettel, 2 Webber) e 6 vittorie in 8 gare, la supremazia Red Bull sembra in crisi anche e soprattutto per l'improvviso cambio di regolamento, imposto dalla federazione per il Gran Premio di Gran Bretagna, che prevede una norma che riduce l'effetto di soffiaggio degli scarichi.
Il gran premio viene clamorosamente vinto da Fernando Alonso e dalla Ferrari, che trae il massimo vantaggio da questo cambio di regolamento. Infatti Alonso negli ultimi 15 giri, dopo aver effettuato il pit-stop quasi appaiato a Vettel, arriva al traguardo con 16,551 secondi sul pilota Red Bull. Il ritorno al regolamento di inizio stagione coincide con il ritorno alla vittoria della Red Bull. Alla fine del Gran Premio del Giappone, vinto da Jenson Button, Sebastian Vettel si conferma campione del mondo, con 4 gare ancora da disputare.
Nella gara successiva, nel Gran Premio di Corea, il team austriaco si conferma campione del mondo costruttori. Conclude la stagione con una doppietta in Brasile, in cui il giovane tedesco regala la vittoria al suo compagno australiano. Il team batte il suo record stabilito nell'anno precedente portandosi a 650 punti, 153 punti in più della seconda classificata Mclaren e segno di un dominio incontrastato in questa stagione.

Per il campionato 2012 la Red Bull Racing utilizza la nuova vettura RB8, guidata ancora da Sebastian Vettel e da Mark Webber. Il ruolo di collaudatore e terzo pilota è assegnato a Sebastien Buemi, già pilota per la squadra satellite Toro Rosso. Nonostante il dominio del 2011, il vantaggio della Red Bull si è nettamente abbassato, e i test prestagionali lo fanno intuire.

Vettel impegnato nei test di Barcellona

La conferma avviene dopo i gran premi di Australia e Malesia, in cui vincono rispettivamente la McLaren con Jenson Button e la Ferrari con Fernando Alonso. In quelle gare la Red Bull racimola 42 punti, 24 con Webber e 18 con Vettel. Dopo un ulteriore week-end di magra in Cina, terminato con altri 22 punti, la Red Bull ritorna al vertice delle classifiche piloti e costruttori vincendo in Bahrain con Vettel. A Monaco è invece Webber che segna la vittoria. In questo caso è Michael Schumacher a far segnare la pole-position, ma viene retrocesso di 5 posizioni per una penalità del gran premio precedente, facendo scattare Webber davanti a tutti; Vettel arriva quarto.
In Canada Vettel arriva 4° grazie soprattutto al decadimento degli pneumatici di Alonso negli ultimi 2 giri; Webber invece arriva 7°. Nel Gran Premio d'Europa Vettel parte davanti a tutti, ma il cedimento dell'alternatore del motore Renault lo fa ritirare, mentre Webber giunge ancora 4°.
A Silverstone Webber ottiene la 2° vittoria stagionale, davanti ad Alonso e al compagno di squadra Vettel. Nel Gran Premio di Germania Vettel è sostenuto da numerosi tifosi, e vuole interrompere la tradizione negativa che non lo ha mai visto vincere in Germania né nel mese di luglio). Parte dalla seconda piazza e arriva al traguardo in seconda posizione, ma una manovra scorretta nei confronti di Jenson Button lo penalizza di 20 secondi al tempo di arrivo. Viene classificato così quinto, con Webber ottavo. Il finale di stagione è tutto in discesa per la scuderia di Milton Keynes che con Vettel riesce a vincere quattro gran premi di fila, rispettivamente a Singapore, Giappone, Corea ed India. Questi risultati, uniti ad altri quattro podi, due secondi e due terzi posti, permettono alla Red Bull Racing di aggiudicarsi il titolo costruttori e piloti per il terzo anno consecutivo, quest'ultimo nuovamente con Sebastian Vettel, anche se non sono mancate alcune polemiche per presunte irregolarità delle monoposto anglo-austriache, critiche e voci che però non hanno portato a nulla.

La tensione tra Vettel e Webber a Sepang
La stagione 2013 della Red Bull inizia con la presentazione della nuova vettura, la Red Bull RB9, presentata a Milton Keynes, la sede della scuderia, il 3 febbraio 2013; i piloti sono gli stessi della stagione precedente, Sebastian Vettel e Mark Webber. Tra le novità stagionali spicca il nuovo main sponsor, Infiniti.
Nei primi due gran premi della stagione i due alfieri della casa anglo austriaca raccolgono tre podi con un terzo posto ad opera di Vettel nel gran premio di apertura del Mondiale ed una doppietta nel secondo appuntamento in Malesia, con il tedesco che regola il suo compagno australiano con un sorpasso che nel dopo gara causerà molte critiche da parte dei giornalisti e del pubblico, e all'interno dello stesso team.
Durante la gara infatti dal muretto dei box dopo l'ultima sosta arriva l'ordine di congelare le posizioni (Webber a quel punto comandava la classifica davanti a Vettel) e di preservare pneumatici e benzina.
Il tre volte campione del mondo però, ignora gli avvertimenti e attacca, superando il 36enne al 46° passaggio e provocando le sue ire a fine gara.
Il Gran Premio della Cina non sorride al team Red Bull che sommerso dalle polemiche riesce ad arrivare al traguardo con il solo Vettel al quarto posto, mentre l'australiano è colpito da una serie di sfortune per tutto il weekend culminate con il distaccamento della ruota posteriore destra nel corso del 17° giro in gara che ne provoca il ritiro. Nella gara successiva in Bahrain, Vettel si riprende lo scettro di Leader dominando la gara fin dai primi giri e aumentando il suo distacco sugli avversari in classifica, mentre il suo compagno di squadra Webber festeggia il suo 200° Gran Premio in carriera con una gara anonima conclusa in settima posizione superato nel corso dell'ultimo giro dalla Mclaren di Sergio Perez. Dopo un quarto posto e un quinto posto rispettivamente con Vettel e Webber nel Gran Premio di Spagna, la Red Bull torna ad allungare in classifica a Monaco, conquistando il podio con entrambi i piloti alle spalle del vincitore Nico Rosberg. In Canada arriva il terzo trionfo stagionale per Vettel (autore anche della pole position), mentre Webber si ferma ai piedi del podio rallentato da un incidente con la Caterham di van der Garde, pur conquistando il giro più veloce della gara.

Vettel si ritira nel GP di Gran Bretagna

In Gran Bretagna Mark Webber annuncia il suo ritiro dalla Formula 1 al termine della stagione 2013. Il pilota australiano passa al Campionato Endurance, dove aiuterà la Porsche nel suo tentativo di riconquistare la celebre 24 Ore di Le Mans. Sorprendentemente è lo stesso Webber a portare l'unico risultato utile della Red Bull sul circuito di Silverstone. Approfittando del ritiro del compagno di squadra Sebastian Vettel, bloccato dalla rottura del cambio della sua vettura, il 36enne taglia il traguardo in seconda posizione, alle spalle del vincitore Nico Rosberg.
Vettel si riscatta sette giorni dopo, vincendo il GP di Germania davanti al duo Lotus formato da Raikkonen e Grosjean e distanziando nuovamente in classifica il diretto inseguitore Fernando Alonso. Settimo Mark Webber, vittima di un errore dei propri meccanici, che non gli avvitano bene la gomma posteriore sinistra facendolo ripartire troppo presto. Inevitabile il distaccamento della ruota, finita contro un cameraman della FOM. Per questo motivo al termine della gara la scuderia anglo-austriaca viene multata di 30.000 dollari.

Vettel festeggia sul podio di Spa
La striscia positiva di Vettel continua in Ungheria, dove giunge al traguardo in terza posizione dietro a Hamilton (alla sua prima vittoria in Mercedes) e Raikkonen e in Belgio, dove conquista il suo quinto sigillo stagionale davanti ad Alonso e Hamilton. Il quarto ed il quinto posto di Webber nelle due trasferte dell'Hungaroring e di Spa-Francorchamps aiutano il team austro-inglese a consolidare il primo posto nel Mondiale Costruttori.
A partire dalla gara di Spa per il team Red Bull e per Sebastian Vettel inizia un periodo ricco di successi: il pilota tedesco si aggiudica ben nove Gran Premi consecutivi (oltre al GP del Belgio, Vettel trionfa in Italia, Singapore, Corea, Giappone, India, Abu Dhabi, USA e Brasile), eguagliando il record ottenuto da Alberto Ascari tra il 1952 e il 1953, e conquistando la sua quarta corona iridata (al pari del francese Alain Prost) davanti allo spagnolo Alonso e al suo compagno di squadra Mark Webber. Anche il team Red Bull si aggiudica il suo quarto alloro iridato consecutivo.
Proprio l'australiano sarà protagonista di un finale di stagione altalenante, con numerosi podi e altrettanti ritiri causati da guasti alla sua vettura, prendendosi la soddisfazione di battere il suo titolato compagno di squadra nelle qualifiche di Suzuka e di Yas Marina. In occasione del Gran Premio d'Italia il team di Milton Keynes ha annunciato l'ingaggio di Daniel Ricciardo per sostituire il connazionale Webber a partire dal 2014.

L'era Turbo e la scoperta Max Verstappen (2014-)

Non parte nel migliore dei modi la stagione 2014 del team Red Bull Racing: nei test pre-stagionali la RB10 dimostra subito di non possedere la straordinaria affidabilità che aveva accompagnato le cavalcate trionfali dei modelli precedenti, registrando diversi stop a causa di problemi elettronici e di surriscaldamento del nuovo motore Renault V6 Turbo.

Daniel Ricciardo al volante della RB10 

In Australia però la squadra di Milton Keynes sembra ritrovare lo smalto dei giorni migliori, grazie alla splendida guida del nuovo arrivato Ricciardo sulle strade del suo circuito di casa. Vettel non sembra possedere lo stesso ritmo del suo compagno, lamentandosi di un calo di pressione del propulsore montato sulla sua vettura durante la seconda sessione di qualifiche: nel completo stupore del pubblico, il pilota tedesco non riuscirà ad entrare nella top ten, lasciando al suo compagno di squadra il compito di lottare per la pole position. Ricciardo si applica al massimo nel tentativo di contendere la leadership del team Mercedes, inserendosi in seconda posizione proprio in mezzo alle due 'frecce d'argento'. Analogo epilogo in gara, dove Vettel è costretto al ritiro dopo soli 5 giri a causa di problemi al motore, mentre l'australiano approfitta delle noie meccaniche della W05 di Hamilton per consolidare il suo secondo posto in classifica. Nel dopo corsa però emerge la notizia che vedrebbe il pilota australiano aver violato l'articolo 5.1.4 del Regolamento Sportivo della FIA (che impone un tetto massimo di 100 litri per poter completare la gara), infrazione confermata dai Giudici di Gara che decidono di squalificarlo vanificando il secondo posto ottenuto e permettendo al duo Mclaren di avanzare di una posizione nell'ordine d'arrivo. Il weekend di Melbourne si chiude quindi con 0 punti e con l'ultimo posto provvisorio nel Mondiale Costruttori. 


Daniel Ricciardo trionfa nel GP d'Ungheria 2014
Dopo aver raccolto alcuni podi in Malesia, Spagna e Monaco, il team Red Bull conquista la sua prima vittoria stagionale in Canada, centrando il primo e il terzo posto con Ricciardo e Vettel. A partire dalla gara di Montreal la scuderia di Milton Keynes migliora il proprio rendimento, arrivando spesso a podio e cogliendo altre due vittorie in Ungheria e in Belgio (sempre con il pilota australiano). Giunti ormai a fine ciclo, Sebastian Vettel e il team Red Bull Racing annunciano di aver posto fine al contratto che legava il pilota tedesco alla scuderia anglo-austriaca a partire dal 2015. Al posto di Vettel viene promosso dalla Scuderia Toro Rosso il promettente russo Daniil Kvyat.

Il 2015 segna un ulteriore calo delle prestazioni del team Red Bull, ormai scavalcata anche dalla Scuderia Ferrari come seconda forza del Mondiale. Gli unici podi stagionali arrivano in Ungheria (2° Kvyat, 3° Ricciardo) e a Singapore, dove Ricciardo si classifica secondo alle spalle del suo ex compagno di squadra Vettel. A farne le spese è l'accordo tra la scuderia di Dietrich Mateschitz e la Nissan, che dal 2016 non sarà più title sponsor, e la partnership tecnica con la Renault, ricucita in extremis grazie ad un accordo con la TAG Heuer (già attivo in Formula 1 con il team Mclaren negli anni del binomio con la Porsche) che permetterà al team di sviluppare in proprio i propulsori turbo forniti dalla casa francese. La travagliata stagione 2015 si chiuderà con il 4° posto nella Classifica Costruttori alle spalle di Mercedes, Ferrari e Williams.


Max Verstappen sul podio del Gran Premio di Spagna 2016
Il 4 gennaio 2016 viene dunque presentato il nuovo luogo della scuderia, denominata ora Red Bull Racing F1 Team. La Red Bull TAG Heuer RB12 dimostra subito di essere più competitiva del modello precedente, cogliendo tre quarti posti consecutivi con Ricciardo e un podio con Kvyat in Cina. Nella gara successiva però il pilota russo si rende protagonista di un doppio contatto con Sebastian Vettel che mette fuori gioco entrambi. La debacle di Sochi causa l'immediata reazione del consulente di Mateschitz Helmut Marko, che clamorosamente inverte il diciottenne Max Verstappen (fino a quel momento pilota Toro Rosso) e Daniil Kvyat a partire dal Gran Premio di Spagna; il talentino olandese sfrutta nel migliore dei modi l'occasione concessagli, centrando la vittoria al primo tentativo grazie ad un incidente che estromette entrambe le Mercedes. Dopo la trionfale gara di Barcellona il team anglo-austriaco si rende protagonista di una lunghissima serie di piazzamenti utili, con due soli ritiri per Verstappen a Monaco e negli States. Sia il pilota olandese che Ricciardo però si mettono in luce per uno stile di guida aggressivo, con gare ricche di sorpassi e colpi di scena. In Austria, Ungheria, Gran Bretagna, Germania e Belgio arrivano altri sei podi (tre a testa) che consolidano la seconda posizione nel Campionato Costruttori. Dopo una prova incolore in Italia, arriva il pronto riscatto a Singapore con il secondo posto di Ricciardo ad un soffio dal vincitore Rosberg e la doppietta nel Gran Premio della Malesia con il pilota australiano primo davanti a Verstappen. Proprio il talento olandese si rende protagonista di una gara epica nel Gran Premio del Brasile, dove sfruttando le avverse condizioni metereologiche risale dal sedicesimo al terzo posto in soli 16 giri con dei sorpassi che di rado si vedono nella F1 attuale. Verstappen si conferma anche nell'ultimo GP dell'anno ad Abu Dhabi, dove effettua un'altra spettacolare rimonta dal fondo dello schieramento andando a insidiare Rosberg e Vettel (rallentati dal leader Hamilton). Con 468 punti, 2 vittorie, 1 doppietta e 1 pole position, il team Red Bull sale al secondo posto della Classifica Costruttori.

Confermati piloti e sponsor per il 2017, la scuderia anglo-austriaca non riesce ad emergere nelle prime tre gare cogliendo un solo podio con Verstappen in Cina e due ritiri.