domenica 30 aprile 2017

Leggende della F1: Alain Prost

Alain Marie Pascal Prost (Lorette, 24 febbraio 1955) è un ex pilota automobilistico francese, vincitore di 51 Gran Premi di Formula 1 e quattro volte campione del Mondo (1985, 1986, 1989, 1993). Il suo debutto in Formula 1 risale al 1980 su McLaren e la sua attività di pilota nella massima categoria di competizioni su pista è proseguita fino al 1993.
E' stato il primo e unico pilota della Francia capace di vincere un edizione del Mondiale di Formula 1 e fino all'avvento di Michael Schumacher, detentore del record di vittorie nei singoli gran premi.
Si appassionò di motori fin dall'infanzia, iniziando a gareggiare in karting a quattordici anni, mentre si trovava in vacanza con la famiglia; nel 1975, dopo aver abbandonato gli studi, vinse il campionato senior francese di kart. Grazie a questa vittoria, nel 1976 poté disputare il campionato di Formula Renault, che conquistò al primo tentativo grazie al successo in tutte le gare tranne una.
Passato nel 1978 alla Formula 3, vinse l'anno seguente sia il titolo francese sia quello europeo e attirò l'attenzione delle scuderie di Formula 1.


Formula 1


Il debutto in Mclaren e l'approdo in Renault (1980-1983)


Alain Prost nell'anno del debutto sulla Mclaren-Ford
La McLaren gli offrì un contratto per il 1980. Il test decisivo avvenne nel novembre del 1979, sul circuito Paul Ricard: erano presenti Kevin Cogan ed il pilota ufficiale John Watson, i cui tempi fungevano da riferimento. Prost riuscì a girare più veloce di entrambi, e fu quindi scelto come secondo pilota per la squadra inglese.
La McLaren aveva anche proposto di farlo esordire già nell'ultima gara della stagione 1979, ma Prost declinò l'offerta, ritenendo che un debutto prematuro sarebbe stato un errore, a causa della mancanza di preparazione specifica.
Approdato alla massima serie nel 1980 con il titolo di campione europeo di Formula 3 (e dopo essersi aggiudicato il prestigioso Gran Premio di Monaco di quella categoria) la sua ascesa fu rapidissima: nelle prime due gare, al volante della poco competitiva McLaren-Ford, Prost ottenne due piazzamenti a punti, suscitando l'interesse delle scuderie di vertice, ma nelle prove del GP di Sudafrica uscì di pista, procurandosi una tripla frattura del polso che lo costrinse a saltare la gara ed anche la successiva gara di Long Beach.
Nel prosieguo della stagione riuscì a giungere nuovamente tra i primi sei in due occasioni, concludendo il campionato al 16º posto con 5 punti, uno in meno del compagno di squadra John Watson. Nonostante avesse due anni di contratto, però, il francese lasciò la scuderia inglese a fine stagione in quanto la monoposto inglese era troppo fragile e i frequenti cedimenti tecnici gli causarono uscite di pista e infortuni nel corso dell'annata.
L'ultimo cedimento fu quello della sospensione durante le prove del Gran Premio degli Stati Uniti-Est sulla pista di Watkins Glen. I postumi dell'urto costrinsero il pilota francese a saltare la gara.
Quando Prost venne a sapere che qualcuno, all'interno del team, commentando l'incidente aveva parlato di un errore del pilota, decise di terminare il suo rapporto con la McLaren, che sul finire dell'anno passò sotto il controllo di Ron Dennis. Il team manager inglese cercò di trattenere il francese in squadra, senza però avere successo.

La Renault lo mise sotto contratto. Sul piano dei risultati, la prima parte dell'anno fu piuttosto deludente. Prost ottenne comunque il suo primo podio in Argentina, alla terza gara, ed era regolarmente più competitivo del compagno di squadra René Arnoux.

Alain Prost impegnato a Digione nel 1981 sulla Renault

Inoltre, la sua maggiore attitudine al collaudo ed all'analisi tecnica del materiale disponibile lo rese molto utile a una squadra che aveva dovuto stravolgere la propria vettura turbo per rimanere competitiva nei confronti delle vetture aspirate dotate di correttori di assetto.
Al Gran Premio di Francia, sul circuito di Digione, maturò la prima vittoria: a due terzi di gara Prost era secondo dietro Nelson Piquet, ma la corsa venne interrotta per la pioggia. Al secondo via, oltre a risolvere problemi al cambio che lo avevano rallentato, la Michelin fornì a Prost gomme con mescola molto morbida, che gli permisero di involarsi e vincere la classifica del Gran Premio per somma dei tempi. La vettura nella sua nuova veste rimase competitiva per tutta la stagione, ma mentre in qualifica i due compagni di squadra erano molto vicini, Prost si dimostrò più efficace di Arnoux in condizioni di gara.

Da quel momento la stagione fu un crescendo: le gare estive lo videro grande protagonista, dominò in Gran Bretagna e in Austria senza però riuscire a raggiungere la bandiera a scacchi a causa di guasti tecnici. Si piazzò secondo nel Gran Premio di Germania dopo aver fatto registrare la sua prima pole position. Il momento positivo continuò in Olanda: dopo aver conquistato nuovamente la pole condusse la gara fin dal via e vinse un duro duello con il campione del mondo in carica Alan Jones. Una nuova vittoria arrivò al Italia. Il finale di stagione riservò un ritiro in Canada (dopo aver condotto la gara sotto la pioggia) e un secondo posto negli Stati Uniti. Dopo sette gare Prost si trovava a 33 punti dal capo-classifica, la striscia di risultati della seconda metà di stagione lo portò a concludere l'annata al 5º posto in classifica generale, a soli 7 punti dal campione del mondo Nelson Piquet, ma soprattutto gli aveva consentito di mettersi in evidenza per la capacità di gestire le risorse meccaniche in maniera efficace, calibrandone lo sfruttamento nelle varie fasi di gara. Il suo piazzamento, insieme a quello di Arnoux, permise alla Renault di arrivare al terzo posto della classifica costruttori.


Prost impegnato a Monaco nel 1982
Il 1982 iniziò sotto i migliori auspici: divenuto ormai pilota di punta della Renault, Prost si confermò immediatamente, vincendo la prima gara della stagione in Sudafrica. Sul tracciato di Kyalami, dopo una buona partenza, fu costretto da una foratura a rientrare ai box, ritrovandosi all'uscita con un giro di distacco dal compagno di squadra René Arnoux.
In poco più di 25 giri recuperò tutto lo svantaggio e passò uno a uno tutti i concorrenti che lo avevano scavalcato, incluso Arnoux a poche tornate dal termine, conquistando una vittoria con una rimonta che venne paragonata a quella di Jim Clark a Monza nel 1967.
In Brasile giunse terzo sul traguardo, ma Nelson Piquet e Keke Rosberg, che lo avevano preceduto, vennero squalificati per aver corso sottopeso, e il francese ottenne la seconda vittoria consecutiva, mantenendosi alla guida del mondiale.
Il resto della stagione non confermò le premesse: l'inaffidabilità della Renault permise a Prost di andare a punti solo in 4 dei successivi 14 Gran Premi. Oltre a problemi tecnici, si manifestarono screzi tra i piloti. A Monaco, Prost accusò Arnoux di averlo ostacolato in qualifica, mentre in gara fu la pressione di Prost a infastidire Arnoux. "Il professore" passò in testa alla gara, ma quando la pioggia cominciò a scendere a pochi giri dal termine, perse il controllo della vettura nel tratto tra la Chicane du Port e la "Curva del Tabaccaio", urtando ripetutamente le barriere.

Il rapporto tra i due piloti andò definitivamente in crisi al Gran Premio di Francia. A due terzi della stagione, Prost era quinto, con 16 punti di distacco dalla vetta, mentre Arnoux era fuori dai giochi, avendo ottenuto solo 4 punti. In gara le due Renault si trovarono a condurre la corsa, e Prost (in difficoltà a causa di una minigonna danneggiata) attendeva che il compagno di squadra gli desse strada, come previsto da un accordo suggerito dal direttore della squadra Gérard Larrousse.
Ma Arnoux mantenne la testa della gara, nonostante i cartelli esposti dai box, e vinse davanti al pubblico di casa. Prost restò deluso dal comportamento del compagno e il dopogara portò a una dura resa dei conti all'interno della squadra francese che lasciò il rapporto tra Prost e Arnoux irrimediabilmente incrinato. Il "Professore" rimase in lizza per il mondiale fino alla penultima gara, anche se con possibilità molto scarse, ma in sostanza ritenne di aver sprecato una stagione. A fine annata, mentre Arnoux si trasferiva in Ferrari, Prost decise di rimanere alla Renault, ponendo però la condizione di avere uno status evidente di prima guida. Alla fine della stagione ottenne 34 punti, che gli valsero il quarto posto nella classifica piloti.


La Renault di Alain Prost per il 1983
Per il 1983 la Renault ingaggiò lo statunitense Eddie Cheever come nuovo compagno di squadra di Prost al posto di Arnoux. Il mondiale non iniziò benissimo per il francese: nelle prime due gare la Renault portò la monoposto del 1982 con aggiornamenti del tutto inadeguati per permetterle di reggere il passo delle vetture di punta della concorrenza. Al terzo appuntamento della stagione, il Gran Premio di Francia, la Renault fece finalmente debuttare la nuova macchina. Prost la inaugurò nel modo migliore ottenendo la pole position (con oltre due secondi di vantaggio sul più diretto inseguitore), la vittoria e il giro più veloce in gara.
In breve Prost recuperò il terreno perduto nelle prime due gare e si portò al comando del campionato alternando vittorie (ne ottenne altre tre) a piazzamenti sul podio. La sua quarta vittoria stagionale al Gran Premio d'Austria fu doppiamente significativa: gli permise di estendere la sua leadership in classifica generale, staccando di 14 punti il diretto rivale Nelson Piquet, e gli portò la soddisfazione di soffiare il successo al detestato Arnoux con un sorpasso nelle fasi finali della gara.

A sole quattro gare dal termine Prost era il favorito nella corsa al titolo. La Renault si preparò a raccogliere l'agognato trionfo iridato tappezzando la Francia di manifesti in cui il pilota veniva presentato come il campione dietro al quale l'intera azienda era mobilitata.
Ma il francese non era altrettanto ottimista, in quanto i motori BMW della Brabham erano divenuti sempre più competitivi. Prost parlò dei suoi timori alla squadra, facendo notare che la capacità dei motori tedeschi di sopportare una maggiore pressione di sovralimentazione in prova avrebbe consentito al rivale Nelson Piquet di partirgli sempre davanti e la maggior potenza dei propulsori BMW della Brabham lo avrebbe reso impossibile da superare.

Le paure del pilota, inascoltate dalla sua squadra, si materializzarono al Gran Premio d'Olanda. Prost si trovò ad essere staccato di un secondo pieno da Nelson Piquet nelle qualificazioni. In condizioni di gara Prost era più veloce del suo rivale brasiliano ma gli era impossibile superarlo a causa della maggior velocità della Brabham BMW nel rettilineo.

Alain Prost tampona Nelson Piquet in Olanda (1983)
Il francese rischiò e, poco prima del rifornimento programmato, forzò il sorpasso alla curva Tarzan con una manovra azzardata. Un avvallamento dell'asfalto fece scomporre la vettura in frenata e rese inevitabile l'urto tra le due monoposto che portò entrambi i piloti al ritiro. Il periodo negativo proseguì con il ritiro per cause tecniche al Gran Premio d'Italia a conclusione del quale il suo vantaggio in classifica si ridusse a soli 2 punti sul ferrarista René Arnoux e 5 sul brasiliano Nelson Piquet, vincitore anche nella successiva trasferta a Brands Hatch (sede del Gran Premio d'Europa). Prost limitò i danni con il secondo posto, ma a una gara dal termine della stagione il brasiliano era ormai arrivato a soli due punti dal francese. L'ultima tappa della stagione fu a Kyalami, sede del Gran Premio del Sud Africa. La scuderia Renault si presentò con un enorme seguito di rappresentanti della stampa francese. Prost dovette abbandonare per la rottura del motore prima di metà gara, mentre navigava distantissimo dalle Brabham e senza nessuna speranza di difendere il suo esile vantaggio.
Piquet, saputo del ritiro del francese, cedette la vittoria al compagno di squadra Riccardo Patrese e concluse in tutta tranquillità al terzo posto conquistando il suo secondo titolo iridato. Alla conferenza stampa, la nutritissima schiera di giornalisti tenne per oltre un'ora una sorta di interrogatorio nei confronti di Prost e il suo team.

La conclusione del campionato incrinò i rapporti con la squadra, che due giorni dopo l'ultima gara rescisse il contratto. Prost firmò quindi per la McLaren e si trasferì con la famiglia in Svizzera.
Finita la stagione scoppiò una polemica riguardo alle benzine della Brabham guidata dal neocampione del mondo Piquet, che a posteriori vennero riconosciute come non regolari. Nonostante ciò la FIA non prese provvedimenti e confermò le classifiche.


Gli anni dei trionfi in McLaren (1984-1989)

Il podio del GP del Portogallo 1984
Prost affrontò il 1984 al volante della McLaren con motore TAG-Porsche, dove si ritrovò come compagno di squadra il due volte campione del mondo Niki Lauda.
La prima parte del campionato fu molto buona per il francese, che conquistò tre vittorie e due podi, ma uno dei suoi successi, quello di Monaco, fu molto contestato e si rivelò alla fine decisivo per la sua sconfitta in campionato. Il direttore di gara Jacky Ickx, infatti, sospese la competizione, che si stava svolgendo sotto una pioggia battente, prima del termine, cosicché i punteggi vennero assegnati dimezzati.
La seconda parte dell'anno fu invece per Prost caratterizzata da ritiri che gli fecero perdere punti importanti, tanto che Lauda riuscì a superarlo in classifica. All'ultimo appuntamento mondiale (Gran Premio del Portogallo) il francese aveva ancora qualche possibilità di ottenere il titolo se avesse
conquistato la vittoria e il suo compagno di squadra non fosse andato oltre il terzo posto, ma Lauda, grazie al ritiro dell'allora pilota Lotus Nigel Mansell, concluse secondo e vinse il campionato.
Il mondiale andò quindi all'austriaco per mezzo punto, differenza che è tuttora il minor distacco mai registrato tra due piloti in lotta per il titolo nella classifica finale.


Il 1985 fu caratterizzato per due terzi della stagione dal duello con il ferrarista Michele Alboreto. Prost vinse il primo Gran Premio della stagione, ma al secondo appuntamento fu costretto al ritiro, mentre a Imola venne squalificato a causa del sottopeso di due chili della propria vettura (cedendo così la vittoria all'italiano Elio de Angelis su Lotus, l'ultima della sua carriera prima della morte che avverrà nel 1986 sul circuito di Le Castellet al volante della Brabham). Riuscì poi a vincere a Monaco e si ritrovò in testa alla classifica a pari punti con Alboreto, che in quattro gare era giunto tre volte secondo.
Dopo un terzo posto in Canada dietro le due Ferrari, fu costretto al ritiro al Gran Premio degli Stati Uniti-Est, dove il suo rivale italiano giunse terzo, ma il ritiro dell'italiano in Francia con una terza piazza di Prost permise al francese di riavvicinarsi. Vinse poi il successivo Gran Premio, svoltosi in Gran Bretagna, con Alboreto secondo, ma il successo del ferrarista in Germania vide Prost tornare a quattro punti di distacco.
Il francese riuscì comunque a ritornare in vetta alla classifica con un'altra vittoria in Austria e a partire da quel Gran Premio, a causa di una infelice scelta di Enzo Ferrari di far passare le sue monoposto dalle turbine KKK alle americane Garrett, Alboreto non fu più in grado di lottare per la leadership in classifica. Prost vinse quindi il Campionato del Mondo, ottenendo ben 5 vittorie il pilota italiano di più di 20 punti. Al terzo posto si classificò Keke Rosberg, prossimo al passaggio in Mclaren al posto di Lauda.


L'anno successivo il francese riuscì a ripetere l'impresa, sempre con la stessa monoposto, precedendo in questo caso Nigel Mansell e Nelson Piquet con le Williams oltre ad Ayrton Senna, ancora su Lotus.
In pista la superiorità delle Williams era evidente: la McLaren era meno veloce della rivale e in più, a differenza del 1984, palesava maggiori problemi con i consumi, dopo che la capacità dei serbatoi era stata ulteriormente ridotta da 220 a 195 litri.
La scelta della scuderia Williams di non favorire nessuno dei due piloti (causata anche dalla mancanza del team manager Frank Williams, vittima di un terribile incidente che lo costrinse ad una vita in carrozzina), finì per innescare una guerra fratricida che danneggiò entrambi aiutando Prost nel difficile compito di mantenersi in scia ai rivali nella graduatoria generale. Il francese sfruttò le occasioni a sua disposizione primeggiando nei Gran Premi di San Marino, Monaco e Austria e raccogliendo preziosi piazzamenti altrove.

Prost esulta per la vittoria del campionato del mondo in Australia

Prost ebbe però anche una battuta d'arresto al Gran Premio di Germania quando a un giro dal termine, mentre si trovava nelle posizioni di testa, fu costretto al ritiro a causa dell'esaurimento della benzina; il motore gli si spense poco prima dell'arrivo, e Prost scese dalla vettura tentando inutilmente di spingerla fino al traguardo tra l'incitamento del pubblico.
Nell'ultimo appuntamento della stagione ad Adelaide le gomme risultarono fondamentali per la vittoria del titolo da parte del francese. Il ritiro di Keke Rosberg (al suo ultimo gran premio in Formula 1) a causa del cedimento di un pneumatico, portò la Mclaren ad ordinare a Prost di rientrare per un cambio gomme precauzionale. I piloti Williams non lo imitarono e questo causò l'esplosione del pneumatico posteriore dell'allora leader del mondiale Nigel Mansell, che vide così sfuggirgli di mano un Mondiale che sembrava avere già in tasca. Il suo compagno Piquet fu allora richiamato ma a quel punto era troppo tardi. Il francese riuscì a vincere gara e titolo precedendo i due alfieri della Williams, che pur disponendo di un mezzo maggiormente competitivo non ebbero la meglio a causa delle loro lotte interne.


Alain Prost festeggia in Portogallo la sua 28° vittoria
Nel 1987 il francese si trovò a fianco un nuovo compagno di squadra: lo svedese Stefan Johansson (proveniente dalla Ferrari), sostituto del ritirato Keke Rosberg.
La stagione cominciò bene per Prost, con due vittorie nelle prime tre gare e il primo posto in classifica davanti al proprio compagno di squadra; ma il nono posto al Gran Premio di Monaco e i due arrivi in terza piazza nelle successive tre gare gli fecero perdere la testa della classifica in favore di Ayrton Senna.
Le due corse successive lo videro fuori dalla zona punti, mentre Mansell e Piquet su Williams si affermavano come dominatori della stagione. Solo al Gran Premio di Portogallo il francese riuscì a tornare ad essere competitivo e a vincere la sua 28esima gara in carriera, superando così il record di vittorie ottenute da Jackie Stewart. Giunse infine secondo in Spagna, ma negli ultimi tre appuntamenti mondiali non ottenne punti e a due gare dalla fine era già matematicamente fuori dalla lotta per il titolo. Il campionato fu vinto da Piquet, con 73 punti, seguito da Mansell a 61 e Senna a 57. Prost terminò quarto in classifica piloti, con 46 punti.


L'anno successivo giunse in McLaren Ayrton Senna a sostituire Stefan Johansson, passato alla Ligier.
Insieme al brasiliano arrivarono anche i motori Honda, che resero la vettura ancora più competitiva: la lotta per il titolo ben presto si restrinse ai soli piloti McLaren, che vinsero 15 Gran Premi su 16 (8 andarono al brasiliano e 7 al francese). L'inizio della stagione fu favorevole a Prost, con una vittoria nel Gran Premio inaugurale in Brasile mentre Senna fu squalificato per aver utilizzato il muletto.
Vinse poi a Montecarlo la sua terza gara su quattro disputate: anche in questo caso il merito fu del suo compagno di squadra, che a causa di una distrazione andò a impattare contro il guard rail mentre si trovava saldamente in testa.
A questo seguirono due secondi posti, dietro al compagno di squadra, e una vittoria in Francia. Nel Gran Premio di Gran Bretagna corso sotto una pioggia torrenziale, "il professore" decise di ritirarsi e questo abbandono permise a Senna di recuperare punti preziosi.

L'attacco di Prost a Senna nel GP dell'Estoril 1988
Dopo altre tre gare concluse dietro al compagno di scuderia, Prost si ritirò nuovamente a Monza, per problemi meccanici, nell'unica gara non vinta dalla Mclaren (in questa gara vinse la Ferrari con Berger primo e Alboreto secondo, grazie a un testacoda di Senna negli ultimi giri mentre cercava di superare il doppiato Schlesser su Williams).
Al Gran Premio di Portogallo Prost tornò a vincere, ma proprio qui nacque la sua rivalità con Senna: durante la gara il francese, mentre tentava di prendere il comando, venne chiuso dal brasiliano contro il muretto. Alla fine Prost riuscì a vincere la gara, ma giudicò pericolosa la manovra del compagno.
Vinse poi due delle ultime tre gare della stagione, ma in classifica chiuse secondo a causa della regola degli scarti (cioè l'obbligo di conteggiare solo gli 11 migliori risultati su 16 gare) esistente a quei tempi. Chiuse quindi la stagione in netto vantaggio come "punti totali", 105 a 94, ma perse il titolo con soli 87 punti validi contro i 90 del rivale Senna.


L'inizio della stagione 1990 vide un grande equilibrio tra Senna e Prost. Tra i due vi era una crescente rivalità, che andò accentuandosi al Gran Premio di San Marino quando, nonostante avessero stabilito di evitare sorpassi durante il primo giro, Senna superò Prost, andando poi a vincere la gara, causando le ire del francese.
Altre due vittorie parvero lanciare Senna verso il bis iridato, ma il brasiliano collezionò poi quattro ritiri consecutivi, in gare in cui Prost ottenne tre vittorie ribaltando la situazione e portandosi decisamente al comando del mondiale.
A metà stagione Prost annunciò di aver firmato per la Ferrari per l'annata successiva. Questa decisione esacerbò ulteriormente l'atmosfera all'interno della McLaren. A due gare dal termine, Prost guidava il mondiale con 16 punti di vantaggio su Senna.
L'unica possibilità del brasiliano di confermarsi campione del mondo era vincere entrambe le rimanenti gare: il francese, ormai arrivato a 11 risultati validi, avrebbe dovuto cominciare a "scartare", ma la mancata vittoria di Senna in una delle due gare gli avrebbe comunque garantito il titolo.

Il contatto tra Senna e Prost nel Gp di Suzuka 1989

Il Gran Premio del Giappone, penultima prova del Mondiale 1989, finì per scatenare una rivalità che avrebbe avuto conseguenze anche negli anni successivi: Prost, a sei giri dalla fine, chiuse il compagno che tentava di sorpassarlo e ne seguì un incidente. Il pilota francese fu costretto al ritiro mentre Senna, spinto dai commissari in pista, riuscì a rientrare ai box potendo così sostituire il musetto danneggiato e andando a vincere la gara.
Il brasiliano venne poi squalificato dalla gara per essere rientrato in pista tagliando la chicane, scelta molto criticata da Senna che inveì contro la FIA e il suo Presidente Jean Marie Balestre, accusati di aver favorito il francese Prost. La McLaren presentò un appello a favore di Senna, che venne respinto e al brasiliano venne pure comminata con la condizionale una squalifica per sei mesi. Il titolo andò a Prost e i rapporti tra i due, già tesissimi da mesi, subirono un ulteriore peggioramento: da questo momento in poi, in pista e fuori, con i due rivali che non perdevano occasione per punzecchiarsi a vicenda.


Il passaggio in Ferrari e l'anno sabbatico (1990-1992)


Prost conquista la 100° vittoria delle Rosse in F1
L'arrivo in Ferrari non si presentava sotto i migliori auspici: John Barnard, sul cui estro tecnico Prost aveva fatto molto affidamento, aveva lasciato la squadra; il suo posto venne preso da Steve Nichols, il progettista della McLaren MP4/4 del 1988, e da Enrique Scalabroni.
La 641 F1 tuttavia presentava soluzioni molto avveniristiche come il cambio semi automatico al volante, che permetteva al pilota di cambiare marcia senza dover staccare le mani dal volante attraverso due levette poste dietro al manubrio.
Il francese, da parte sua, ottenne dalla Ferrari di poter esprimere il suo parere sullo sviluppo tecnico della macchina. Il 1990 fu ancora teatro della battaglia Prost-Senna, senza che nessun altro pilota riuscisse ad inserirsi nella lotta per il titolo.
La maggiore competitività e affidabilità iniziale della McLaren consentì a Senna di avvantaggiarsi di ben 17 punti nelle prime 5 gare, ma in seguito Prost segnò tre vittorie consecutive tra cui spiccò il trionfo nel Gran Premio della Francia, centesima vittoria in Formula 1 per la scuderia di Maranello.

Con questi risultati il francese portò la sua Ferrari in testa al mondiale piloti. L'estate fu nuovamente favorevole alla McLaren, che nei circuiti veloci di Hockenheim, Spa e Monza fece valere i cavalli del motore Honda. Il vantaggio tecnico, unito alla classe di Senna, portò al brasiliano tre nuove vittorie e alla leadership in classifica, con 16 punti di vantaggio. L'episodio decisivo avvenne nella tredicesima gara della stagione, al Gran Premio di Portogallo: la Ferrari conquistò l'intera prima fila, ma una manovra di Mansell (che strinse Prost contro il muretto dei box alla partenza, facendogli perdere svariate posizioni) diede via libera a Senna. Mansell riuscì comunque a vincere ma Senna si piazzò secondo davanti a Prost che non riuscì a rimontare oltre il terzo posto, anche a causa di un incidente occorso ad Alex Caffi che provocò l'interruzione anticipata della gara.

Dopo una nuova vittoria di Prost in Spagna si arrivò al penultimo appuntamento mondiale, a Suzuka: Senna era ancora avanti nel punteggio, ma la Ferrari sembrava essere in leggero vantaggio tecnico. I due rivali partirono entrambi in prima fila, con Senna in pole position. Durante il pre-gara ci furono delle polemiche del pilota brasiliano che accusò la FIA di favorire il francese ponendo il primo posto in griglia sul lato sporco del rettilineo. Prost scattò meglio al via, ma il brasiliano urtò violentemente la Ferrari del francese, provocando il ritiro di entrambi. La mancata conquista di punti in classifica precluse al "professore" ogni possibilità di vittoria iridata e Senna commentò ironicamente: «A volte le gare finiscono alla prima curva, a volte finiscono a sei giri dalla fine».

Il tamponamento di Senna a Suzuka nel 1990

Solo un anno dopo il brasiliano confessò che la manovra era in realtà premeditata, aggiungendo che Prost si era comportato in modo simile nel 1989. Deluso per aver perso il titolo in un modo che ritenne non sportivo, il francese meditò il ritiro dalle competizioni, ma alla fine decise di schierarsi con la scuderia Ferrari anche per la stagione seguente, dove venne affiancato dalla giovane promessa Jean Alesi, proveniente dalla Tyrrell.


Prost a bordo della 642 F1 a Monaco
Nonostante le premesse dell'anno precedente, il 1991 fu un anno molto deludente per Prost e la Ferrari.
La squadra italiana, che pure aveva dominato il finale del campionato precedente, era stata superata durante l'inverno sia dalla McLaren-Honda che dalla Williams-Renault in cui si era accasato l'inglese Mansell.
Inoltre, la tensione fra Prost e la dirigenza, in particolare con il direttore sportivo Cesare Fiorio, avrebbe condizionato l'andamento della stagione.
Nonostante ciò, alla prima apparizione mondiale dell'anno il francese non sfigurò e giunse secondo con un limitato ritardo nei confronti del vincitore Senna.
In seguito Prost fu spesso costretto al ritiro e solo in poche occasioni riuscì a salire sul podio. Particolarmente imbarazzante la prestazione al Gran Premio di San Marino, dove a causa della pioggia il francese uscì di pista nel giro di ricognizione e fu costretto al ritiro prima ancora della partenza. Il debutto della 643 migliorò leggermente le cose, ma Prost, al volante di una monoposto mediocre e quasi sempre relegato fuori dalla lotta per la vittoria, vide logorarsi sempre più il suo rapporto con la squadra e con la stampa italiana, malgrado il suo rendimento si mantenesse stabilmente al di sopra di quello del compagno di squadra Jean Alesi, che incontrò invece i favori e le simpatie del pubblico. A nulla valse il licenziamento di Fiorio dopo il Gran Premio di Monaco, e l'assunzione della direzione della scuderia da parte di un "triumvirato" costituito da Piero FusaroPiero Lardi Ferrari e Claudio Lombardi. L'ultima polemica scoppiò in occasione del Gran Premio del Giappone, al termine del quale Prost criticò duramente la mancanza di prestazioni della monoposto definendola «un camion». La dichiarazione portò alla rottura del contratto tra Prost e la Ferrari, che schierò Gianni Morbidelli nell'ultimo Gran Premio della stagione in Australia.


Per il 1992 si parlò di un possibile accordo con la Ligier. Il pilota sostenne alcuni test, ma l'intesa non si concretizzò mai, forse anche a causa delle resistenze del francese a gareggiare per una scuderia non competitiva.

Prost sulla Ligier motorizzata Renault nel 1992

Prost divenne quindi commentatore per TF1, rimanendo nell'ambiente del Circus in attesa che un buon sedile si liberasse per l'anno successivo. L'occasione si presentò grazie all'allontanamento a fine anno del campione del mondo Nigel Mansell dalla Williams. Il francese, spinto dalla Renault (che motorizzava la scuderia inglese), superò la concorrenza di Ayrton Senna e firmò un contratto per l'anno successivo. L'ingaggio fu ufficializzato dopo il Gran Premio della Francia del 1992.
Venne poi reso pubblico che una clausola inserita da Alain Prost nel contratto impedì al brasiliano della Mclaren di essere ingaggiato nel team di Grove per l'anno successivo.



Il ritorno in Williams e l'ultimo titolo (1993)


Alain Prost al volante della Williams
Nel 1993 il francese tornò in Formula 1. Suo compagno di squadra era Damon Hill, figlio di Graham, promosso secondo pilota dopo aver passato un anno di apprendistato alla Brabham.
La stagione fin dalle prime gare visse di un grande equilibrio fra il francese e il rivale brasiliano, che si alternarono al comando della classifica.
Nei primi sei appuntamenti si riaccese la rivalità tra i due; l'episodio più importante ebbe luogo in Brasile, dove Prost dovette essere scortato dalla polizia per entrare in autodromo a causa dell'ostilità dei tifosi.
A partire dal Gran Premio del Canada il francese riuscì a vincere quattro gare consecutive (di cui l'ultima a Hockenheim grazie al ritiro nel corso dell'ultimo giro del compagno di squadra Damon Hill a causa dell'afflosciamento di un pneumatico), mentre Senna conquistò appena otto punti e rimase escluso dalla lotta per il titolo.

Nel Gran Premio di Francia, con il mondiale ormai in tasca, Prost annunciò il suo ritiro, questa volta però in via definitiva. Il francese riuscì quindi a vincere il suo quarto e ultimo titolo e, all'ultimo appuntamento mondiale in Australia, ebbe anche termine la sua rivalità con Senna, che sul podio lo invitò sul gradino più alto a festeggiare.

Senna abbraccia il suo rivale Prost nel GP di Adelaide 1993

Un anno dopo, a pochi giorni di distanza dalla morte del brasiliano, Prost disse di essere rimasto toccato da quel gesto. Nel corso di quell'ultima stagione Prost stabilì il record, ancora imbattuto, di 7 pole position consecutive partendo dalla prima gara stagionale.

Il periodo dopo il ritiro e la fondazione del team Prost Grand Prix (1994-2002)


Nel 1994 e nel 1995, Prost tornò a collaborare con l'emittente televisiva francese TF1: grazie a questo lavoro partecipò al Gran Premio di San Marino del 1994 in cui clamorosamente durante il Warm Up, in un messaggio radio il suo rivale di sempre Ayrton Senna gli comunicò di quanto gli mancasse gareggiare con il francese. In quella gara purtroppo un terribile incidente alla curva del Tamburello provocò la morte del brasiliano. Alain Prost partecipò al funerale di Senna portandone il feretro insieme ad altri campioni del mondo e compagni di squadra.

Alain Prost testa la MP4/11 nel 1996

Svolse in quegli anni anche il ruolo di collaudatore e consulente della casa motoristica francese Renault che continuò a fornire i propri propulsori a Williams e Benetton fino al 1997.
Successivamente tornò anche alla McLaren, nel ruolo di consulente tecnico e grazie a tale ruolo Ron Dennis gli diede la possibilità di testare la vettura di Woking nel 1994 e 1995, arrivando a fare anche lo shakedown del modello del 1996.

La AP02 che corse nel 1999
Dopo il 1996 Alain Prost pose fine alla sua carriera agonistica in Formula 1. L'anno successivo il francese rilevò la Ligier da Flavio Briatore e fondò una propria scuderia che portò il suo nome: la Prost Grand Prix.
La stagione 1997 fu abbastanza positiva, con la conquista di due podi, ma vide anche un grave infortunio al primo pilota della scuderia, Olivier Panis, che al Gran Premio del Canada si fratturò entrambe le gambe e fu così costretto a saltare la parte centrale della stagione.
Al suo posto venne chiamato Jarno Trulli (proveniente dalla Minardi), che riuscì a conquistare tre punti e a comandare il Gran Premio d'Austria prima di rompere il motore. L'altro pilota, il giapponese Shinji Nakano, in tutto l'arco della stagione, non riuscì a conquistare più di due punti.
Nelle ultime tre gare della stagione il francese Panis tornò riprendendo il posto di Jarno Trulli, che firmò un contratto con la Prost per i successivi due anni. Alla fine dell'anno la Prost Grand Prix si classificò a fine stagione al sesto posto, il miglior risultato della sua breve storia.

Le annate successive furono molto deludenti: nel 1998 la AP01 affrontò cronici problemi con la trasmissione che la resero una monoposto molto fragile. La scuderia non riuscì mai pienamente a risolvere i guai che attanagliavano la vettura e Panis ancora convalescente per l'incidente dell'anno precedente non si espresse al suo massimo livello. L'unico punto in stagione fu conquistato nel Gran Premio del Belgio, sul circuito di Spa-Francorchamps grazie all'italiano Trulli che concluse la gara al sesto posto. Il team a fine anno perse ben 3 posizioni in classifica costruttori arrivandò solamente nono. Nel 1999 Alain Prost decise di assumere John Barnard come consulente tecnico per aiutare il progettista Loic Bigois nella realizzazione della nuova vettura. Nonostante ciò i risultati furono deludenti: in tutto vennero raccolti solo nove punti, grazie soprattutto a un secondo posto di Trulli al Gran Premio d'Europa, caratterizzato però dalla pioggia e da numerosi ritiri degli altri team. La scuderia ebbe quindi una piccola ripresa risalendo al 7° posto in classifica costruttori.

Nel 2000 venne ingaggiato l'ex compagno del 1991 in Ferrari Jean Alesi e Nick Heidfeld. La stagione fu disastrosa a causa dell'inesperienza del tedesco che coinvolse in più di un'occasione il compagno in collisioni in gara, e dell'inaffidabilità del propulsore Peugeot. La AP03 non conquistò alcun punto classificandosi all'ultimo posto al pari con la Minardi. Nella 2001 la Prost, nel corso del campionato, schierò ben cinque piloti: iniziò infatti il campionato con Alesi e Gaston Mazzacane, ma quest'ultimo venne sostituito dopo quattro gran premi da Luciano Burti, a causa delle deludenti prestazioni. Alesi, che aveva ottenuto 4 punti, si trasferì alla Jordan venendo sostituito da Heinz-Harald Frentzen, mentre Burti subì un grave incidente nel Gran Premio del Belgio (a causa di un contatto con la Jaguar di Irvine che ne provocò il distaccamento dell'ala anteriore) e dovette saltare l'ultima parte della stagione. Il suo posto venne preso da Tomas Enge. Nel frattempo le difficoltà economiche si fecero via via più pressanti, tanto da costringere la scuderia alla chiusura a inizio 2002. I debiti contratti erano infatti pari a circa trenta milioni e mezzo di euro; un tentativo da parte di alcuni imprenditori di far correre la scuderia nel 2002 venne respinto da parte della FIA, poiché non era stata acquistata la struttura Prost ma solamente i materiali.


Gli ultimi anni


Dopo un anno lontano dalle corse, nel 2003 il "professore" decise di tornare a gareggiare nel Trofeo Andros, la "Formula 1 delle nevi", per la scuderia Toyota. Nella sua prima annata conquistò un secondo posto dietro Yvan Muller, seguito da un terzo posto nel 2004, un altro secondo nel 2005 e un'altra terza piazza nel 2006.

Prost impegnato nel trofeo Andros
Il 4 febbraio 2007 si è consacrato campione anche in questa serie, successo ripetuto anche nel 2008. Nel 2009, 2010 e 2011 è invece giunto secondo, mentre nel 2012 si è laureato per la terza volta campione della categoria.
Dal numero di giugno 2007 ha iniziato a collaborare regolarmente con la testata motoristica Quattroruote, per alcune prove speciali e dal 2013 è consulente della Renault in Formula 1 e in Formula E, categoria in cui gareggia il figlio Nicolas.




Alain Prost festeggia il suo 4° Alloro Mondiale
Durante la sua carriera in Formula 1 il francese ha accumulato un totale di 798,5 punti nel campionato mondiale e segnato 41 giri più veloci in gara, oltre che 51 vittorie (una ogni quattro gran premi), 106 podi (su 199 presenze) e 33 pole position.
Non si è mai distinto come un pilota velocissimo in prova, ma in gara sapeva utilizzare la vettura come nessun altro. Aveva un passo gara micidiale e sempre costante, non commettendo quasi mai errori e gestendo la sua vettura quando questa non era a livello delle prime in classifica.
Grazie a questo suo modo di correre venne soprannominato 'Il professore', ma soprattutto riuscì a vincere ben 4 Campionati del mondo, nel 1986 addirittura battendo le due Williams che nell'arco di tutta la stagione si erano dimostrate nettamente superiori della sua Mclaren.
Ha rivaleggiato con campioni del Mondo come Lauda, Senna, Mansell, Damon Hill, non sfigurando mai, e dimostrandosi in grado di poter battere chiunque si mettesse sulla sua strada con la testa prima che con la monoposto. Il suo duello con il brasiliano Ayrton Senna che caratterizzò i mondiali 1988,1989,1990 fece restare milioni di telespettatori con il fiato sospeso ad ogni gara con i due che si attaccavano dentro e fuori la pista, complice il fatto di guidare almeno per i primi due anni, la stessa vettura, la migliore.
Seppe far risorgere la Ferrari in un periodo di magra nel 1990, grazie ai suoi suggerimenti e alla sua infinita classe, permettendo alle rosse di eguagliare il record di 6 vittorie in stagione che resisteva dal 1979.
Nel 1987 riuscì a battere il record di vittorie che deteneva Sir Jackie Stewart, riuscendo a portarle a ben 51 prima del suo ritiro (record battuto poi da Michael Schumacher che concluse la sua carriera con 91 vitorie). Era un pilota molto politico ma in alcuni casi dimostrò di non avere peli sulla lingua come nel caso del 1983 in cui criticò la Renault per aver dato troppo presto per scontato la rivale Brabham, e nel 1991 quando a seguito della scarsa competitività della sua Ferrari la paragonò senza mezzi termini ad un camion.