mercoledì 12 aprile 2017

Circuiti F1: Circuito Internazionale di Suzuka

Il Circuito Internazionale di Suzuka, situato a Ino, nella prefettura di Mie (Giappone), è uno degli autodromi più riconosciuti al Mondo, sede del Gran Premio del Giappone di Formula 1 dal 1987 (ad eccezione delle edizioni 2007 e 2008, quando fu sostituito dal Fuji International Speedway). Gestito dalla Mobityland Corporation (affiliata al brand Honda Motor Co., Ltd.), si diversifica dal reso dei tracciati utilizzati dalla massima formula automobilistica per il suo layout a forma di '8', ideata dal designer olandese John 'Hans' Hugenholtz nel 1962. Il circuito può essere utilizzato in tre configurazioni: l'intero circuito, il "Suzuka Est" e "Suzuka Ovest".

Storia


Suzuka 1989: l'incidente tra Senna e Prost
Particolarmente amato dai piloti di F1, grazie al suo posizionamento nel Calendario di questo sport a cavallo tra gli anni '80 e '90 ha più volte deciso l'esito del Mondiale, inasprendo il dualismo tra Alain Prost e Ayrton Senna nelle stagioni 1988, 1989 e 1990: nel primo anno fu il brasiliano a spuntarla, grazie ad una prodigiosa rimonta conclusa con un magnifico sorpasso ai danni del rivale francese.
Il 'Professore' ottenne il riscatto nella stagione successiva, guadagnando il suo terzo titolo iridato non senza polemiche: una collisione innescata da un attacco di Senna nell'ultima chicane provocò il ritiro di Prost, permettendo al brasiliano di vincere la gara e di dimezzare il suo svantaggio in classifica in attesa dell'ultima gara dell'anno in Australia. Anziché dirigersi verso il muretto dei box, Prost si recò direttamente dalla giuria di gara, chiedendo a gran voce la squalifica del compagno di squadra. I commissari decisero di squalificare Senna, consegnando il titolo nelle mani del francese e assegnando la vittoria della gara all'italiano Alessandro Nannini (primo e unico successo per il pilota toscano in F1).
Nel 1990 arrivò il definitivo epilogo della battaglia tra i due grandi rivali, grazie ad un nuovo tamponamento innescato dal brasiliano subito dopo la partenza: il ritiro di entrambi i piloti riconsegnò il titolo nelle mani di Ayrton Senna gettando nello sconforto Alain Prost e i tifosi della Ferrari. Senna ebbe modo di ripetersi anche nella stagione successiva, approfittando del ritiro di Nigel Mansell e del suo ampio vantaggio in classifica ad una sola gara dal termine della stagione: conscio di questo, il pilota brasiliano lasciò la vittoria al compagno di squadra Gerhard Berger (già vincitore nell'edizione 1987), accontentandosi del secondo posto e soprattutto aggiudicandosi il suo terzo alloro iridato in soli 7 anni di attività nella massima formula automobilistica.
La pista di Suzuka tornò ad essere decisiva ai fini dell'assegnazione del titolo nelle edizioni 1998, 1999, 2000 e 2003: nei primi due casi fu Mika Hakkinen a raccogliere il massimo risultato possibile, approfittando delle disavventure dei ferraristi Michael Schumacher e Eddie Irvine; il 'Kaiser' riuscì comunque ad ottenere il suo primo titolo piloti al volante della Rossa di Maranello nel 2000, anno in cui si aggiudicò gara e titolo precedendo il suo rivale finlandese e consentendo alla Scuderia Ferrari di tornare al successo spezzando un digiuno durato ben 21 anni.

Schumacher conquista vittoria e titolo nel GP del Giappone 2000

Nonostante queste gare epiche, il circuito di Suzuka dovette arrestare la sua permanenza nel Calendario di F1 a causa dei necessari lavori di ristrutturazione richiesti dalla FIA per rispettare i nuovi standard sulla sicurezza imposti dal regolamento. Per questo motivo il Fuji International Speedway rientrò nella massima formula automobilistica dopo ben 29 anni, ospitando i Gran Premi del Giappone 2007 e 2008.

Daijiro Kato
La volontà del marchio Toyota (proprietario del circuito del Fuji) di lasciare la F1 al termine della stagione 2009 favorì il precoce inserimento della rinnovata pista di Suzuka nel Mondiale di Formula 1 dello stesso anno. Nelle edizioni successive la gara nipponica ha perso il ruolo di appuntamento finale della stagione, mantenendo comunque inalterata la sua fama tra il pubblico e gli addetti ai lavori grazie a gare spettacolari, vissute col fiato in gola dal primo all'ultimo giro.
Oltre alla Formula 1, la pista di Suzuka è stata più volte utilizzata dal motomondiale, divenendo la sede del Gran Premio motociclistico del Giappone dal 1987 al 2003, quando fu definitivamente abbandonato in seguito all'incidente in cui perse la vita l'eroe di casa Daijiro Kato. Giudicato troppo pericoloso per le due ruote, da allora fu soppiantato dalla pista concorrente di Motegi (anch'esso gestito dal marchio Honda).



Descrizione Circuito


Il Layout di Suzuka
Lungo 5807 m, il tracciato giapponese è uno dei più spettacolari e tecnici della Formula 1 grazie alla varietà delle sue curve (si passa da tornanti come l'Hairpin a curvoni veloci come la 130R) e al suo layout unico al mondo. La prima parte del circuito è molto tecnica, costituita da una serie di curve ad 'S' da percorrere a moderata velocità in proiezione del tornante Dunlop. La curva 8, conosciuta anche come Degner (in onore di Ernst Degner, motociclista tedesco vincitore del Campionato Mondiale Classe 50 nel 1962) introduce i piloti verso la parte centrale del tracciato, caratterizzata dal lentissimo tornante Hairpin.
La Spoon Curve conduce il gruppo verso la parte finale del circuito, segnata dalla curva 130 R e dalla chicane finale (Casio Triangle) teatro del celebre incidente tra Senna e Prost nell'edizione 1989. Da qui i piloti giungevano nuovamente sul traguardo.
Il record del tracciato nella sua recente conformazione è stato siglato dal finlandese Kimi Raikkonen nel corso dell'edizione 2005 con il tempo di 1'31''540.

Modifiche


130 R
Per rallentare le vetture in previsione del rettilineo d'arrivo, nel 1983 venne inserita il famoso Casio Triangle. Sempre nell'ottica di un rallentamento delle elevate velocità raggiunte dalle vetture che si misuravano lungo il tracciato di Suzuka, la curva Degner fu trasformata in una chicane composta da due tornanti.
La curva '130 R' fu l'ultima parte del circuito a subire un importante restyling nel corso della stagione 2003, quando l'inserimento di una nuova sezione a doppio apice accorciò notevolmente la distanza tra il suddetto tornante e la chicane finale, delimitando ulteriormente la velocità media raggiunta in un giro completo. Alcune modifiche vennero inoltre effettuate nelle curve 'S' iniziali, leggermente addolcite per consentire una velocità di percorrenza più elevata.


Albo d'oro


G. Berger trionfa nell'edizione 1987
1987 - Gerhard Berger (Ferrari)
1988 - Ayrton Senna (Mclaren)
1989 - Alessandro Nannini (Benetton)
1990 - Nelson Piquet (Benetton)
1991 - Gerhard Berger (Mclaren)
1992 - Riccardo Patrese (Williams)
1993 - Ayrton Senna (Mclaren)
1994 - Damon Hill (Williams)
1995 - Michael Schumacher (Benetton)
1996 - Damon Hill (Williams)
1997 - Michael Schumacher (Ferrari)
1998 - Mika Hakkinen (Mclaren)
1999 - Mika Hakkinen (Mclaren)
Podio 2009: Trulli, Vettel e Hamilton
2000 - Michael Schumacher (Ferrari)
2001 - Michael Schumacher (Ferrari)
2002 - Michael Schumacher (Ferrari)
2003 - Rubens Barrichello (Ferrari)
2004 - Michael Schumacher (Ferrari)
2005 - Kimi Raikkonen (Mclaren)
2006 - Fernando Alonso (Renault)
2009 - Sebastian Vettel (Red Bull)
2010 - Sebastian Vettel (Red Bull)
2011 - Jenson Button (Mclaren)
2012 - Sebastian Vettel (Red Bull)
2013 - Sebastian Vettel (Red Bull)
2014 - Lewis Hamilton (Mercedes)
2015 - Lewis Hamilton (Mercedes)
2016 - Nico Rosberg (Mercedes)