lunedì 8 maggio 2017

Vetture Epiche: Mclaren MP4/2

Il V6 Turbo della TAG Porsche
Per la rubrica “Vetture epiche” analizziamo la più vincente delle monoposto mai create nella storia della Formula 1: stiamo parlando della Mclaren MP4/2, vittoriosa in ben ventidue occasioni nei suoi tre anni di attività nella massima formula automobilistica.
Progettata dal genio John Barnard, fu la sedicesima auto creata dal team fondato dal neozelandese Bruce Mclaren (la seconda da quando Ron Dennis passò alla guida del team) per la Formula 1 e ha gareggiato nelle stagioni 1984, 1985, 1986 vincendo ben 3 campionati piloti e 2 campionati costruttori (nel 1986 la Williams si aggiudicò il titolo) sia pure con versioni evolute dal modello iniziale.
La vettura era spinta dal potente motore V6 TAG Porsche TTE PO1 di 1.500 cc sovralimentato da 2 turbocompressori; inizialmente disponeva in gara di una potenza di circa 600 CV, ma grazie alle successive modifiche arrivò fino a 715 CV, mentre in qualifica raggiungeva addirittura gli 800. Anche per questa macchina fu utilizzato un telaio in fibra di carbonio, così come la precedente MP4/1.


Come nacque la vettura

John Barnard
Nel corso del 1983 i motori turbo avevano raggiunto quell'affidabilità necessaria da garantire alle proprie vetture di terminare molte gare. Il vantaggio che fine all'anno precedente avevano i motori aspirati quindi scomparve e la BMW (che forniva i propulsori alla Brabham di Bernie Ecclestone), la Ferrari e la Renault iniziarono a recitare il ruolo di padroni del Mondiale grazie alla potenza maggiore dei propulsori sovralimentati.
Quando fu chiaro che la Ford Cosworth avrebbe continuato lo sviluppo del proprio motore aspirato, Ron Dennis a capo della Mclaren dalla fine del 1980 dovette correre ai ripari cercando una casa costruttrice interessata a fornire propulsori turbo al team inglese.
La Porsche approvò il progetto, spinta anche dai finanziamenti di Mansur Ojjeh, titolare della TAG e nel consiglio direttivo della scuderia di Dennis.
Il progettista John Barnard tuttavia impose alla casa tedesca di adattare il motore alla monoposto in modo da poter spingersi il più possibile dal punto di vista dello sviluppo aerodinamico della vettura senza doversi porre dei limiti per l'ingombro che potevano dare i nuovi propulsori turbo, meno compatti rispetto a quelli aspirati.
I primi test sulla monoposto fatti dal pilota austriaco Niki Lauda nel 1983 diedero subito risposte positive, anche se il motore soffriva del cosiddetto turbo-lag, ovvero di un ritardo nella risposta tra il momento in cui il pilota accelerava e quello in cui il propulsore incrementava il suo numero di giri.


1984

I problemi furono risolti prima dell'inizio del campionato 1984 e i due alfieri della Mclaren Alain Prost (proveniente dalla Renault da cui era stato licenziato per essere stato battuto nell'anno precedente da Nelson Piquet sulla Brabham) e Niki Lauda (al terzo anno nel team inglese dopo il suo rientro in Formula 1 targato 1982 dopo essersi ritirato nel 1979) dominarono il Mondiale, spartendosi 12 vittorie su 16 Gran Premi (7 per il francese, 5 per l'austriaco) e vedendo prevalere l'ex campione del mondo con la Ferrari per solo mezzo punto, il distacco minore mai registrato in Formula 1 nella sua storia, nonostante il motore non fosse il migliore del lotto.

La MP4/2 guidata da Niki Lauda

Il punto di forza della vettura era infatti il telaio in fibra di carbonio, leggerissimo e facile da adattare a qualsiasi circuito.


1985

Nel 1985 venne confermata la macchina precedente con alcune modifiche ed aggiornamenti. La versione MP4/2B raggiunse in gara una potenza di 850 cavalli, mentre l'enorme alettone posteriore scomparve per uno molto più piccolo come imposto dal regolamento di quell'anno. Le coperture della vettura erano fornite dalla Goodyear dopo il ritiro della casa francese Michelin. La vittoria di quell'anno non fu una passeggiata con la Ferrari che presentò il suo nuovo modello progettato da Harvey Postlethwaite in grado di lottare alla pari con la versione B della MP4/2.

La MP4/2B guidata da Alain Prost

Per ¾ della stagione il Mondiale visse il dualismo tra l'italiano Michele Alboreto e il francese Alain Prost. Grazie però a un azzardo di Enzo Ferrari che passò dalle turbine tedesche KKK alle americane Garrett le rosse non riuscirono più ad ottenere risultati di rilievo, cedendo il passo al 'professore' che con 5 vittorie, 2 secondi posti e 4 terzi vinse il titolo piloti con 73 punti, 20 di più di Alboreto, giunto 2° in classifica. L'altra vettura pilotata da Niki Lauda (al suo ultimo anno in carriera) conquistò una sola vittoria in Olanda, sul circuito di Zandvoort dove l'austriaco rifiutò di cedere il primo posto al compagno francese, in lotta per il Mondiale. La Mclaren ottenne quindi la metà delle vittorie dell'anno precedente ma riuscì ad aggiudicarsi comunque il Campionato costruttori con 87 punti.


1986

La MP4/2C pilotata dal finlandese Keke Rosberg
L'annata 1985 dimostrò quindi che la vettura stava perdendo la sua competitività e per questo si pensò per il 1986 di modificare nuovamente la vettura creando la Mp4/2C. Al Campione del Mondo Prost venne affiancato il finlandese Keke Rosberg proveniente dalla Williams che prese al suo posto Nelson Piquet.
Con il limite di carburante portato a 195 litri (infatti all'epoca i piloti correvano con il serbatoio pieno di benzina con il divieto di fare soste ai box e potendo solamente cambiare le gomme in gara) il motore TAG Porsche per quest'anno raggiunse la potenza di 960 CV in gara e ben 1060 in prova non si dimostrò ottimale a livello di consumi, con Prost che rimase a secco nel Gran Premio di San Marino, che riuscì comunque a vincere poiché il problema si era manifestato solamente sul finire dell'ultimo giro, e nel Gran Premio di Germania in cui il francese cercò inutilmente di spingere la vettura al traguardo dovendo però desistere dopo pochi metri.
Tuttavia la guerra fratricida della Williams tra Nigel Mansell e Piquet fece perdere non pochi punti ai due piloti favorendo così Prost che con sole 4 vittorie riuscì comunque a vincere il suo secondo mondiale consecutivo chiudendo l'annata con due punti di più rispetto al Leone d'Inghilterra e regalando al modello MP4/2C il suo terzo titolo piloti consecutivo. La vettura della Mclaren però quest'anno apparve nettamente inferiore a quelle dei suoi rivali e con l'avanzamento anche della Lotus che a partire dall'anno successivo avrebbe potuto disporre della motorizzazione Honda si decise di abbandonare il progetto della MP4/2 e di costruire una macchina totalmente nuova per il 1987.


Con le 12 vittorie del 1984, le 6 del 1985 e le 4 del 1986 il modello MP4/2 ha raggiunto quota 22, più di qualunque altra vettura mai stata costruita per la Formula 1. Questa monoposto ebbe inoltre l'onore di aprire un ciclo di vittorie per la Mclaren che si estese dal 1984 al 1991 con gli alfieri della scuderia inglese capace di aggiudicarsi tutti i titoli piloti tranne nel 1987, in cui il vincitore fu Nelson Piquet su Williams. L'insistenza di Ron Dennis nell'utilizzare un telaio interamente costruito in fibra di carbonio si rivelò la scelta vincente, costringendo tutte le altre scuderie a correre ai ripari utilizzando lo stesso sistema e abbandonando la vecchia struttura tubolare.


Risultati in Formula 1


Gare: 48
Vittorie: 22
Podi: 42
Pole Position: 7
Giri Veloci: 16
Mondiali Piloti: 3 (1984 Niki Lauda, 1985,1986 Alain Prost)
Mondiali Costruttori: 2 (1984,1985 Niki Lauda, Alain Prost, John Watson)
Prima gara disputata: Gran Premio del Brasile 1984 (Alain Prost 1°/ Niki Lauda Ritirato)
Ultima gara disputata: Gran Premio d'Australia 1986 (Alain Prost 1°/ Keke Rosberg Ritirato)


Caratteristiche Tecniche


Telaio: monoscocca in fibra di carbonio a nido d'ape
Carreggiata anteriore: 1.803 millimetri
Carreggiata posteriore: 1.651 millimetri
Passo: 2.794 millimetri
Motore: TAG-Porsche TTE PO1, 1.499 cc (91.5 cu in), 90 ° V6, turbo, motore centrale, montato longitudinalmente
Trasmissione: McLaren / Hewland manuale a 5 rapporti
Peso: 540 kg
Carburante: Shell


Pneumatici: Michelin (1984); Goodyear (1985/1986)