lunedì 1 maggio 2017

Leggende della F1: Jackie Stewart

Sir John Young “Jackie” Stewart (Milton, 11 giugno 1939) è un ex pilota automobilistico britannico. Soprannominato 'Flying Scot' (Scozzese Volante) per le sue origini scozzesi, ha gareggiato in Formula 1 dal 1965 al 1973 vincendo tre Campionati del Mondo Piloti. Stewart ha detenuto il record per il maggior numero di vittorie per 14 anni (superato da Alain Prost nel 1987) e il record di vittorie di un pilota di Formula britannico per 19 anni (superato da Nigel Mansell nel 1992).

Infanzia


Jackie Stewart
Jackie Stewart fin da bambino fu immerso nel mondo dei motori: suo padre possedeva un concessionario di vetture Austin (tramutato poi in concessionario Jaguar) dopo aver disputato alcune gare motociclistiche amatoriali e suo fratello maggiore corse nel Campionato del Mondo di Formula 1 1953 per la scuderia Ecurie Ecosse. Nonostante i precedenti familiari nel mondo delle corse, inizialmente il giovane Jackie preferì concentrarsi nel tiro al piattello, in cui riscosse un discreto successo, contendendo un posto per gareggiare nelle Olimpiadi del 1960 con i colori della Gran Bretagna (dove venne però scartato a favore di Joe Wheather). Il primo contatto con i motori avvenne attraverso l'attività di famiglia, per la quale lavorò come apprendista meccanico dopo aver abbandonato la scuola per via della sua dislessia (diagnostica all'età di 16 anni).
Il 1961 fu l'anno decisivo per la carriera automobilistica dello scozzese, destinato in pochi anni a diventare uno dei migliori piloti mai apparsi in Formula 1. Barry Filer, cliente dell'officina paterna, gli diede l'opportunità di testare alcune sue vetture sulla pista di Oulton Park. Stewart sorprese tutti girando sui tempi dei piloti professionisti.

Nel 1962 Stewart decise di diventare un pilota professionista. Provò una Jaguar E-Type sulla pista di Oulton Park, riuscendo a girare sui tempi che Roy Salvadori aveva stabilito con la stessa vettura nell'anno precedente. accettando l'offerta della Scuderia Ecurie Ecosse. Si impose subito come pilota molto veloce, trionfando a Goodwood e in altre due gare sempre in terra britannica al volante di una Cooper.

Ken Tyrrell, mentore dell'asso scozzese
L'anno successivo aumentò il suo bottino raccogliendo ben quattordici vittorie, un secondo e due terzi posti. Questi risultati convinsero Ken Tyrrell, direttore della Scuderia Cooper in Formula Junior, ad offrire un contratto al giovane scozzese. Grazie ai contatti con Jimmy Stewart, Jackie ebbe l'occasione di scendere in pista con una monoposto di Formula 3 molto competitiva, affiancando il neozelandese Bruce Mclaren. I tempi di Stewart furono talmente sorprendenti da costringere il più esperto Mclaren a tornare in pista per battere il record stabilito dal giovane scozzese. Il Boscaiolo rimase sbalordito dal talento di Stewart e decise di offrirgli un posto nel suo team.
Nel 1964 Stewart passò nel team di Ken Tyrrell in Formula 3. Il suo debutto nella categoria avvenne sul circuito di Snetterton il 15 marzo di quell'anno. Sotto una pioggia torrenziale, Stewart costruì la sua prima vittoria nei primi due giri, dove accumulò un vantaggio di 25 secondi sui suoi più diretti avversari. Al termine della gara, lo scozzese trionfò stupendo pubblico e addetti ai lavori. Dopo pochi giorni il team Cooper gli offrì un posto in F1, ma Stewart rifiutò, preferendo la F3 per accumulare maggiore esperienza prima di entrare nella massima formula automobilistica. La scelta si rivelò azzeccata perchè lo Scozzese Volante riuscì a laurearsi campione in F3 vincendo tutte le gare ad eccezione di due occasioni in cui per un testacoda e un problema alla frizione fu costretto al ritiro.

Il successo iridato convinse Colin Chapman ad offrirgli una Lotus 33 per un test privato, dove Stewart brillò ottenendo una serie di giri molto veloci. Il vulcanico boss della scuderia britannica gli offrì un posto nella sua squadra, ma ancora una volta lo scozzese rifiutò per disputare una stagione in Formula 2. Nel suo debutto nella categoria cadetta Stewart conquistò il secondo posto sul circuito di Clermont-Ferrand (al volante di una Lotus 32-Cosworth).


Formula 1


Gli esordi in BRM e nella 500 Miglia di Indianapolis (1965-1968)

Stewart nel GP d'Italia 1965
Esordì in Formula 1 nel 1965, accettando l'offerta della BRM. Al volante della P261, Stewart vinse nel Gran Premio d'Italia, oltre a tre secondi posti in Belgio, Francia e Olanda, un terzo posto a Monaco e un quinto e un sesto posto ottenuti rispettivamente in Gran Bretagna e Sud Africa (nella sua gara d'esordio. Concluse l'annata al terzo posto nel Mondiale Piloti, alle spalle del suo compagno di squadra Graham Hill e del vincitore Jim Clark (che conquistò il massimo dei punti disponibili per regolamento imponendosi in sei Gran Premi).
Nel 1965 vinse anche il BRDC International Trophy, gara non valida per il Campionato del Mondo, correndo in F2 al volante della Cooper T75-BRM e nella 24 Ore di Le Mans con una vettura a turbina sviluppata dalla Rover Company.


Confermato dalla BRM, nel 1966 Stewart vinse la gara inaugurale a Monaco (che a quei tempi prevedeva ben 100 giri), precedendo di oltre 40 secondi Lorenzo Bandini e di un giro il suo compagno di squadra Graham Hill. Nel Gran Premio del Belgio successivo, lo scozzese si rese protagonista di un grande incidente nel corso del primo giro. Sotto un'improvvisa pioggia scatenatasi sul circuito di Spa-Francorchamps, Stewart perse il controllo della sua BRM, ribaltandosi e rimanendo a lungo tempo intrappolato sotto la sua vettura rovesciata. I commissari di pista non avevano i mezzi per tirarlo fuori dalla monoposto con rapidità e fu il provvidenziale intervento di Hill e di Bob Bondurant a pregiudicare un'eventuale tragedia. Dalla gara successiva Stewart decise quindi di portare dietro di sé il proprio medico personale, così come il suo team che allestì una clinica mobile per il bene di tutti.
Dopo aver saltato il Gran Premio di Francia, Stewart rientrò nella sua gara di casa, ritirandosi. Vittima di una BRM poco affidabile, il pilota scozzese non riuscì a ripetere la prestazione di Monaco nei successivi Gran Premi, conquistando solamente due piazzamenti a punti consecutivi in Olanda e Germania (quarto e quinto posto). Concluse la sua seconda stagione in Formula 1 al settimo posto della classifica piloti con 14 punti.

Nello stesso anno prese parte per la prima volta alla 500 Miglia di Indianapolis, dove occupò a lungo la prima posizione, prima di fermarsi definitivamente a causa di un guasto alla pompa di raffreddamento della sua Lola T90-Ford a soli 8 giri dal termine. Vinse il suo compagno di squadra Graham Hill (anch'egli al debutto), ma la sua performance fu talmente impressionante da permettergli di vincere il premio di Rookie of the Year. A coronamento di un buon 1966, arrivarono la vittoria della Tasman Series (Campionato Australiano) e il trionfo nella Rothmans 12 Hour International Spors Car Race.

Stewart sulla Lola T90-Ford (1966)

Il Campionato di Formula 1 1967 non sorrise a Jackie Stewart. In 11 gare arrivarono solo due podi, un secondo posto nel Gran Premio del Belgio (a bordo della BRM H16) e un terzo posto nel Gran Premio di Francia (al volante della BRM V8). Concluse la stagione in nona posizione con dieci punti.
Le uniche soddisfazioni di quell'anno furono la vittoria nel Gran Premio di Nuova Zelanda del Campionato Tasman, e i trionfi sui circuiti di Karlskoga, Enna, Oulton Park e Albi a bordo della Matra MS5 gestite dal team di F2 di Ken Tyrrell.


Il passaggio alla Tyrrell e i primi Campionati del Mondo (1968-1972)

Stewart sulla Matra MS80-Cosworth (1969)
Nel 1968 Stewart lasciò la BRM accasandosi al team di Ken Tyrrell, tornato in Formula 1 schierando alcune Matra MS10-Cosworth (gommate Dunlop). Il pilota scozzese finalmente tornò al successo a Zandvoort e al Nurburgring, dove sotto una pioggia battente dominò gli avversari, trionfando con oltre quattro minuti di vantaggio sul suo ex-compagno di squadra Graham Hill (passato al team Lotus). Un'ulteriore vittoria arrivò nel penultimo appuntamento stagionale sul circuito di Watkins Glen. Non disputò i Gran Premi di Spagna e Monaco a causa di un infortunio rimediato nella gara di F2 sul tracciato di Jarama. Ciò nonostante lottò per il titolo fino all'ultimo gran premio, raccogliendo un'ottima serie di risultati utili (quarto in Belgio, terzo in Francia, sesto in Gran Bretagna e Canada), dovendo cedere il Mondiale a Hill per via di un ritiro nel Gran Premio del Messico a causa di un guasto meccanico. Concluse la stagione in seconda posizione con 36 punti conquistati (12 in meno del vincitore Hill).


L'anno successivo per la prima volta vide Jackie Stewart aggiudicarsi il titolo di Campione del Mondo di Formula 1. Rimasto legato al team di Ken Tyrrell, il pilota scozzese dominò i Gran Premi di Spagna, Francia e Gran Bretagna, dove vinse con ampio distacco sui suoi più immediati avversari, confermando la competitività della sua Matra MS80-Cosworth imponendosi anche in Sud Africa, Olanda e Italia. Il secondo posto in Germania e la quarta piazza nell'ultima gara in Messico, consentirono a Stewart di vincere il Mondiale con 63 punti (Jacky Ickx, secondo classificato nel Campionato del Mondo di quell'anno, accusò un ritardo di 26 punti). Fino al trionfo dello spagnolo Fernando Alonso nel Mondiale 2005, Stewart fu l'unico pilota in grado di conquistare il titolo con una vettura francese.

Jackie Stewart a Watkins Glen (1970)
Dopo il trionfo del 1969, tutti si aspettavano una conferma l'anno successivo. Sfortunatamente, il team Lotus sfoderò la sua nuova arma: la Lotus 72D. Il pilota austriaco Jochen Rindt seppe sfruttare al meglio questo gioiello di monoposto, guadagnando un gran vantaggio sugli avversari sin dalle prime gare. Stewart, invece, fu rallentato dai problemi del team Tyrrell. 
La Chrysler comprò il marchio Matra, insistendo per l'utilizzo dei propri motori V12, e spingendo il Boscaiolo verso l'abbandono dei propulsori V8 Cosworth. Il vulcanico team manager britannico si rifiutò di accettare queste direttive, e grazie alla sponsorizzazione del marchio Elf , comprò delle March 701
 Dopo un terzo posto in Sud Africa, Stewart si impose nel secondo appuntamento stagionale in Spagna, guadagnando la testa della classifica. La soddisfazione per questo buon inizio non sarebbe durata a lungo: dalla gara successiva sul tracciato cittadino di Monaco infatti, Rindt conquistò ben 5 vittorie su 6 gran premi, mentre l'unico risultato utile dello scozzese fu un secondo posto in Olanda. La scomparsa del povero pilota austriaco durante il weekend di Monza e la contemporanea nascita della Tyrrell 001 (utilizzata nelle ultime 3 gare dell'anno) non cambiarono il corso degli eventi per Stewart. Il titolo andò al compianto Rindt, mentre lo 'scozzese volante' dovette accontentarsi del 5° posto con 25 punti (a pari merito con il tre-volte Campione del Mondo Jack Brabham).


Il binomio Stewart-Tyrrell riprese la sua marcia inarrestabile nel 1971. Grazie alla 003 alimentata dal motore Cosworth, il pilota scozzese vinse in Spagna, Francia, Gran Bretagna, Germania e Canada, bissando il titolo ottenuto due anni prima con 62 punti conquistati (contro i 33 dello svedese Ronnie Peterson).

Jackie Stewart impegnato nel GP di Spagna 1971

In quella stagione Stewart si mise in luce anche nella categoria Can-Am, dove diede battaglia alle Mclaren di Dennis Hulme e Peter Revson, aggiudicandosi le gare di Mont Treblant e Mid Ohio. Al termine del 1971 fu 3° in classifica accumulando però uno stress fisico notevole che condizionerà l'annata successiva.


I problemi di salute causati dai frequenti viaggi, costrinsero il pilota scozzese a rinunciare all'impegno in Can-AM, così come al Gran Premio del Belgio in Formula 1. Nonostante questo Stewart lottò alla pari con il brasiliano Emerson Fittipaldi, vincendo in Argentina, Francia, Canada e Stati Uniti. Purtroppo, la scarsa affidabilità del mezzo a disposizione lo costrinse al ritiro in tre occasioni e ad un piazzamento fuori dalla zona punti in Germania. La maggiore continuità del suo rivale non diede a Stewart la possibilità di aggiudicarsi il tris iridato: lo scozzese dovette accontentarsi ancora una volta del secondo posto in classifica con 45 punti, a 16 lunghezze dal brasiliano del team Lotus.
Insieme al compagno di squadra François Cevert, Stewart conquistò il secondo posto nella 6 Ore di Paul Ricard al volante di una Ford Capri.


L'ultimo alloro tra le lacrime e l'improvviso ritiro (1973)

Jackie Stewart e François Cevert
Il 1973 fu l'ennesima annata vincente della carriera di Jackie Stewart. Dopo un terzo posto in Argentina e un secondo posto in Brasile, l'entrata in pista della Tyrrell 006 permise allo scozzese di vincere in Sud Africa, Belgio e Monaco. Approfittando del dualismo tra Peterson e Fittipaldi all'interno del team Lotus, Stewart allungò in classifica con una serie di risultati utili: quinto in Svezia, quarto in Francia, primo in Olanda e Germania, secondo in Austria, quarto in Italia e quinto in Canada. L'improvvisa morte del suo compagno di squadra François Cevert durante le prove dell'ultimo Gp stagionale sul circuito di Watkins Glen, convinse lo scozzese a ritirarsi dalla F1 con una gara di anticipo. 
Una decisione che gli fece mancare il traguardo delle 100 presenze in questo sport. Nonostante questo, Stewart vinse il suo terzo titolo con 71 punti, fermando il suo record di vittorie a 27 successi (battuto nel 1987 dal francese Alain Prost), risultato che lo fece inserire di diritto tra le leggende di questo sport. Ma la carriera del pilota scozzese non si limitò solo ai trionfi in pista. Storico fu il suo impegno per aumentare la sicurezza di questo sport.


Le battaglie per una F1 più sicura


Dal succitato Gran Premio del Belgio 1966, in cui un'uscita di pista ad oltre 266 km/h fece ribaltare la sua vettura, sotto la quale rimase intrappolato a lungo tempo rischiando la vita per via di una perdita di benzina che avrebbe potuto causare un incendio, Jackie Stewart iniziò la sua battaglia per migliorare la sicurezza di questo sport. Appoggiato dal suo boss in BRM Louis Stanley, il pilota scozzese pretese l'inserimento all'interno di tutte le monoposto delle cinture di sicurezza. Fu uno dei primi promotori del casco integrale e dei guard rail ai margini delle piste, arrivando a proporre il boicottaggio delle gare di Spa, Nurburgring e Zandvoort per via della pericolosità di queste piste così obsolete.

Jackie Stewart fu uno dei primi piloti ad utilizzare il casco integrale in F1

Portò con sé il suo medico personale in ogni gara, allestendo con la sua squadra una clinica mobile a disposizione di tutti i suoi colleghi. Nonostante queste sue azioni lo portarono ad essere poco amato da parte degli organizzatori dei Gran Premi di Formula 1, le sue incredibili vittorie in pista lo aiutarono a divulgare il messaggio che fu via via seguito da tutti gli altri piloti. Nel giro di pochi anni molto sarebbe stato fatto per la sicurezza di questo sport, riconoscendo ulteriormente il lavoro fatto da Jackie Stewart durante la sua carriera.


Dopo la Formula 1


Herbert, Stewart e Barrichello sul podio del GP d'Europa 1999
Al termine della sua carriera agonistica, Stewart continuò il suo impegno nel Mondo della Formula 1, lavorando come commentatore televisivo per alcune emittenti americane e australiane tra gli anni '70 e '80.
Successivamente è stato consulente per la Ford Motor Company, continuando il suo lavoro per aumentare la sicurezza dei circuiti di Formula 1. Apparse in diverse pubblicità del marchio UPS tra il 2002 e il 2003.
Diventò Cavaliere dell'Impero Britannico nel 2001 ricoprendo la carica di Presidente del Club dei Piloti Britannici dal 2000 al 2006, gestendo l'organizzazione del Gran Premio di Gran Bretagna sul circuito di Silverstone.
Anche il Mondo dello Spettacolo decise di omaggiarlo: il famoso regista Roman Polanski lo seguì nel corso di un edizione del Gran Premio di Monaco, ispirandosi per la creazione del film 'Weekend of a Champion'; i cantanti britannici George Harrison e Robbie Williams lo onorarono con i singoli 'Faster' (1979) e 'Supreme' (2000), da cui nacque un video dove il popolare cantante ex membro della boy band Take That vestì i panni del Campione scozzese.


Stewart Grand Prix

Con l'appoggio della Ford, nel 1997 Stewart tornò in Formula 1 come team manager della sua omonima scuderia (gestita insieme al figlio Paul). Rubens Barrichello e Jan Magnussen furono i piloti scelti per l'anno di debutto, caratterizzato dal secondo posto ottenuto dal brasiliano nel Gran Premio di Monaco, punto più alto di una stagione disastrosa dal punto di vista dell'affidabilità.
Nel 1998 i risultati peggiorarono, nonostante la sostituzione del danese Magnussen con Jos Verstappen a partire dal Gran Premio di Francia. La seconda stagione della Stewart Grand Prix in Formula 1 si concluse con l'ottavo posto nel Mondiale Costruttori con 5 punti conquistati.

Il maggiore impegno della Ford pagò nel 1999. La SF3 si rivelò molto competitiva, permettendo all'inglese Johnny Herbert di aggiudicarsi il Gran Premio d'Europa davanti alla Prost di Jarno Trulli e al compagno di squadra Rubens Barrichello. Il brasiliano ottenne altri due terzi posti a San Marino e in Francia, dove sfruttò al meglio la prima pole nella breve storia della scuderia.
Al termine di quest'ottima annata, conclusa al quarto posto nel Mondiale Costruttori con 36 punti, Jackie Stewart cedette la sua scuderia alla Ford, che la utilizzò per pubblicizzare il marchio Jaguar (da cui nacque la Red Bull Racing nel 2005).


Risultati in Formula 1:

Mondiali Vinti: 3 (1969, 1971, 1973)
GP Disputati: 99
GP Vinti: 27
Podi: 43
Pole Position: 17
Giri Veloci: 15
Punti Conquistati (Complessivi)359 (360)
Prima gara: Gran Premio del Sudafrica 1965
Prima vittoria: Gran Premio d'Italia 1965
Ultima vittoria: Gran Premio di Germania 1973
Ultima gara: Gran Premio degli Stati Uniti 1973 (Non Partito)