venerdì 28 aprile 2017

Mclaren - Storia

La McLaren Racing Limited è una scuderia automobilistica di Formula 1, con sede a Woking in Inghilterra.

Storia

Bruce Mclaren, fondatore dell'omonima scuderia
Fondata il 2 settembre 1963 dal pilota neozelandese Bruce McLaren (1937 - 1970), esordì nel 1966 ed è, insieme alla Williams, una delle più prestigiose scuderie britanniche della massima formula ancora in attività.
Il team è parte del McLaren Group, holding che comprende anche le società McLaren Automotive che produce le vetture stradali, McLaren Electronic Systems che realizza le componenti elettroniche, fornite anche ad altre case nel Campionato Mondiale Rally e tra le sue produzioni c'è anche la centralina MES con cui Mclaren ha vinto l'appalto per la fornitura obbligatoria per tutti i team di F1, c'è poi McLaren Applied Technologies che fornisce consulenze tecniche, McLaren Marketing Absolute Taste. La proprietà del gruppo è così divisa: il 25% ciascuno appartiene a Ron Dennis e al suo socio storico Mansour Ojjeh, mentre il rimanente 50% è della società di investimenti Bahrain Mumtalakat Holding, presente dal 2007 nel capitale Mclaren.
La McLaren Racing è una delle più titolate scuderie della storia del campionato di Formula 1, con 8 titoli costruttori, e 12 titoli complessivi vinti dai suoi piloti Emerson FittipaldiJames HuntNiki LaudaAlain ProstAyrton SennaMika Häkkinen e Lewis Hamilton.
In passato, vetture McLaren hanno corso in altre categorie automobilistiche, dominando completamente il campionato CanAm, tra il 1967 e il 1972, con cinque campionati costruttori consecutivi, ottenendo tre vittorie alla 500 Miglia di Indianapolis negli anni settanta, e vincendo la 24 ore di Le Mans nel 1995.
La McLaren è pertanto ad oggi l'unica scuderia al mondo, oltre alla Mercedes, ad aver ottenuto almeno una vittoria in ciascuna delle tre più prestigiose competizioni automobilistiche (campionato di Formula 1, 500 Miglia di Indianapolis e 24 ore di Le Mans).


Formula 1


La Mclaren motorizzata Serenissima

Bruce McLaren partecipò con la sua prima monoposto al Campionato del Mondo 1966: la M2B poteva contare sull'utilizzo su un telaio in monoscocca di mallite, materiale prodotto dalla William Mallinson & Sons e composto da due lastre d'alluminio incollate su un pannello di balsa, ma i risultati non furono soddisfacenti, anche perché i motori scelti non riuscirono a ottenere buone prestazioni e risultarono poco affidabili. L'innalzamento della cilindrata massima (da 1500 cm³ a 3000 cm³) portò ad un ampia varietà di propulsori, molti dei quali troppo avanzati per resistere a una gara di F1: la Brabham, vincitrice del titolo quell'anno, montò un affidabile motore con monoblocco in alluminio di derivazione Oldsmobile, mentre la McLaren puntò erroneamente su un Ford V8 da 4700 cm³ (ridotto a 3000 per rispettare le norme regolamentari) che poteva disporre di soli 300 CV.

Per cercare di migliorare la situazione, Mclaren decise di passare ai motori della casa veneziana Serenissima, più robusti ma poco performanti dal punto di vista prestazionale. I risultati furono simili all'annata precedente, costringendo il pilota neozelandese a cambiare nuovamente la fornitura di propulsori in favore della britannica BRM. Il 1967 fu caratterizzato anche dall'abbandono di Herd, sostituito dal suo assistente Gordon Coppuck.


Denny Hulme su Mclaren nel 1968
Dopo i primi due anni, in cui la partecipazione al massimo campionato non fu costante a causa dei molti impegni paralleli nelle altre categorie automobilistiche, il team cominciò a conquistare i primi risultati, grazie al nuovo motore Ford Cosworth DFV. La M7A, ultimo progetto di Herd prima di abbandonare la squadra, permise di conquistare il secondo posto nel campionato costruttori con tre vittorie: una di Bruce McLaren e due di Denny Hulme; Hulme vinse anche il Gran Premio del Messico l'anno seguente, dopo che al Gran Premio di Gran Bretagna fu sperimentato, senza successo, l'esordio della M9A a quattro ruote motrici.
La morte del patron Bruce McLaren durante alcuni test privati sul Circuito di Goodwood costrinse la società a cambiare il proprio assetto dirigenziale: Teddy Mayer, fino a quel momento impegnato nella parte commerciale della scuderia, si trovò a capo dell'azienda delegando a Phil Kerr il suo vecchio ruolo.

Gli anni settanta: Le prime vittorie con Fittipaldi e Hunt 

Dopo alcuni anni trascorsi nell'anonimato, nel 1971 debuttò la M19 progettata da Ralph Bellamy, che l'anno seguente permise alla McLaren di tornare alla ribalta ottenendo una vittoria con Hulme e il terzo posto nella classifica costruttori.
Nel 1972, Mayer e Kerr siglarono un accordo di sponsorizzazione con la Yardley ,abbandonando la storica livrea arancione per lasciare il posto ad una colorazione bianca.


Peter Revson sulla M23

Nel 1973, dopo il passaggio di Bellamy alla Brabham, Coppuck tornò a progettare una monoposto di F1 (M23), ottenendo un bottino di 3 vittorie con Denny HulmePeter Revson.
La M23, che raggiungerà il miglior sviluppo l'anno seguente, aveva un telaio caratterizzato da pannelli costituiti da lastre di alluminio incollate su uno strato di poliestere, la forma era a cuneo con le pance, contenenti i radiatori, corte, questo permetteva di centrare i pesi; le sospensioni, derivate dal modello precedente, avevano una geometria a carico progressivo: la rigidità aumentava al salire della compressione, impedendo agli ammortizzatori di andare a tampone. Queste sospensioni permettevano un comportamento in frenata e in inserimento di curva che il nuovo pilota Emerson Fittipaldi giudicò eccellenti e superiori alla Lotus 72 con cui aveva vinto il titolo mondiale.

Nel 1974 la McLaren strappò alla BRM il più munifico degli sponsor, la Marlboro, prendendo la decisione di schierare 3 vetture con colorazioni diverse per poter accontentare tutti i propri sostenitori (due con colori Texaco-Marlboro e una Yardley). Potendo contare su una vettura competitiva e sull'apporto economico di grandi aziende, la Mclaren non tradì le attese e nonostante il ritorno alla competitività della Ferrari, vinse per la prima volta il mondiale costruttori e il mondiale piloti con Fittipaldi.

Hunt sulla M23
Nel 1975 la Ferrari riuscì ad interrompere il suo digiuno di vittorie, monopolizzando la stagione con Niki Lauda e con il progetto vincente T.
Il team Mclaren riuscì comunque a difendersi, conquistando tre vittorie (due con Fittipaldi e una con Jochen Mass) e 5 podi e piazzandosi al terzo posto nel Mondiale Costruttori con 53 punti.
L'anno successivo vide il ritorno al successo della squadra inglese grazie al genio e alla sregolatezza di James Hunt, autore di una strepitosa rimonta ai danni di Lauda complice un incidente di quest'ultimo nel Gp del Nurburgring e un clamoroso ritiro in nella gara finale del Fuji.
Sul finire degli anni settanta però la scuderia fu relegata in secondo piano, la stessa longevità del modello M23 che fu utilizzato, anche da team clienti, fino alla fine del decennio mostra una evoluzione tecnica limitata. La M26 che, nel 1977, sostituì la M23 ebbe diversi problemi e solo dopo un lungo lavoro di sviluppo si dimostrò superiore al modello precedente. L'avvento delle wing-car complicò ulteriormente la rincorsa all'iride del team Mclaren, sprofondato in una crisi di risultati che si interromperà solamente 4 anni dopo.


L'arrivo di Dennis in F1 

All'inizio degli anni ottanta la Marlboro intervenne sulla squadra portando Ron Dennis, team-manager nelle formule minori, al vertice; dal nome del team di Dennis, Project 4, è stato tratto il nuovo modo di siglare le McLaren (Mp4), con la nuova gestione cambia anche la sede del team che, nel 1981, si trasferisce a Woking.
La prima monoposto della gestione Dennis, la MP4/1 progettata da John Barnard, fu la prima Formula 1 con il telaio in fibra di carbonio, il motore fu ancora il Cosworth DFV ma permise alla McLaren di tornare alla vittoria al Gran Premio di Gran Bretagna 1981 con John Watson.

Alain Prost su Mclaren-Tag Porsche
Nel 1982 la gestione di Dennis si mostrò subito efficace con il "colpo" d'immagine dell'ingaggio di Niki Lauda, ritiratosi dall'attività nel 1979, e in seguito realizzando l'accordo con la TAG di Mansour Ojjeh (che poi diverrà suo socio) e con la Porsche per la realizzazione di un motore sovralimentato. A livello sportivo la stagione si chiuse con quattro vittorie, due di Lauda e due di Watson, l'anno seguente fu un anno di transizione in attesa dell'approntamento del motore turbo, che debuttò a fine stagione.
Dal 1984 al 1986 arrivarono le soddisfazioni maggiori per il team inglese grazie al progetto MP4/2, monoposto potente e affidabile progettata da John Barnard ed equipaggiata con motori TAG-Porsche, che con la coppia Niki Lauda-Alain Prost si aggiudicò ben 3 mondiali piloti e 2 mondiali costruttori.

Il 1987 contrariamente alle stagioni precedenti fu un'annata molto deludente. Al posto di Keke Rosberg arrivò l'esperto svedese Stefan Johannson (appoggiato dalla Marlboro) proveniente dalla Ferrari, mentre fu confermato il bi-campione del mondo in carica Alain Prost, che fu in grado di vincere tre gran premi e di raccogliere altri 4 podi nonostante una vettura molto meno competitiva di Lotus e Williams a segno di un progetto MP4/2 da aggiornare a partire dal motore. Fu in questa ottica che il team di Ron Dennis decise il passaggio dai motori TAG Porsche agli Honda per il 1988.


Collaborazione con Honda (1988 - 1992)

Ayrton Senna sulla Mclaren nel 1991
Dalla stagione 1988 le vetture di Woking furono equipaggiate con propulsori Honda. Il primo anno fu trionfale per la scuderia di Ron Dennis che, supportata dal talento di Ayrton Senna e Alain Prost, trionfò in 15 gran premi su 16, ottenendo inoltre 15 pole position, 10 giri più veloci in gara e 10 doppiette. Il mondiale piloti venne vinto da Senna con 90 punti (all'epoca erano validi per la classifica solo i migliori 11 risultati), quello costruttori da una McLaren che accumulò ben 199 punti.
Lo stesso epilogo si ripetè nei tre anni successivi, con la conquista di tutti i titoli piloti e costruttori più un totale di 39 vittorie su 65 gran premi disputati.

Gli anni di transizione con Ford e Peugeot (1993-1994)

Nel 1993 la Honda abbandonò la McLaren e così la scuderia di Ron Dennis dovette arrangiarsi con i poco competitivi Ford-Cosworth. La scuderia si iscrisse al campionato di Formula 1 come Marlboro-McLaren, per via del fatto che l'iscrizione prevedeva che il nome come concorrente potesse essere diverso da quello dato come costruttore (con il chiaro scopo di dare visibilità agli sponsor), ma non avendo un contratto di esclusiva con il fornitore dei motori non venne aggiunto il nome Ford.
Senna fu comunque uno dei pretendenti al titolo e spingendo la sua McLaren fino al limite, chiuse la stagione al 2º posto nella classifica piloti con 73 punti dietro allo storico rivale Prost. Epilogo analogo anche nel Mondiale Costruttori, dove la Mclaren rimase al secondo posto dietro alla Williams. Il successivo passaggio di Ayrton Senna alla Williams chiuse però il ciclo d'oro per le monoposto di Woking, destinate ad un nuovo periodo nell'oblio.
Per la stagione 1994 la McLaren fu equipaggiata con i motori Peugeot. Corse con il nome di Marlboro McLaren-Peugeot schierando come piloti ufficiali Mika Hakkinen e Martin Brundle, e come collaudatore e pilota di riserva Philippe Alliot.
Concluse nel mondiale costruttori al 4º posto con 42 punti mentre Mika Hakkinen concluse al 4º posto nel mondiale piloti con 26 punti.

Collaborazione con Mercedes (1995-2014) 

David Coulthard sulla Mclaren nel 1996
Nel 1995 la McLaren si accordò con la casa tedesca Mercedes-Benz per  la fornitura di motori, schierando come piloti il confermato Mika Hakkinen e Mark Blundell. Gli sforzi per tornare al successo si rivelarono vani, e tra mille difficoltà la scuderia chiuse l'annata al 4° posto con soli 30 punti.
Nel 1996 la McLaren sostituì Mark Blundell con David Coulthard, migliorando il rendimento dell'anno precedente con un risultato complessivo di 49 punti nel mondiale costruttori chiudendo al 4º posto.
Nel 1997 la McLaren cambiò sponsor passando dalla Marlboro alla West e iscrivendosi al Campionato come West McLaren-Mercedes. Vinse tre Gran Premi: quello d'Australia, d'Italia e d'Europa diventando la sorpresa del mondiale. Concluse la stagione ancora una volta al 4º posto nel mondiale costruttori con 63 punti, ponendo la parola fine al periodo nero attraversato negli ultimi anni.

Nel 1998 la McLaren dominò la concorrenza, vincendo 9 Gran Premi su 16 e conquistando entrambi i titoli mondiali con Mika Häkkinen (1° nella classifica piloti con 100 punti) e con il solito Coulthard. Solo la Ferrari riuscì con il suo pilota Michael Schumacher a tener testa alle frecce d'argento, mollando la presa nella gara finale di Suzuka.

La Mclaren sponsorizzata dalla West

Nel 1999 la McLaren si riconfermò campione del mondo piloti, ma non costruttori poiché vinse la Ferrari per soli 4 punti di vantaggio.
Nel 2000 la McLaren sfiorò la vittoria di entrambi i titoli, con 7 successi e 152 punti finali, mentre l'anno successivo arrivarono solo 4 affermazioni su 17 gare a causa di problemi di affidabilità e nel mondiale costruttori non andò oltre i 102 punti. Sempre nel 2001, Mika Häkkinen diede il suo addio alla Formula 1 chiudendo al 5º posto con 37 punti, in una stagione per lui molto sfortunata.

Nel 2002 la McLaren cambiò i propri pneumatici passando dalla Bridgestone alla Michelin, ingaggiando il giovane Kimi Räikkönen (proveniente dalla Sauber) come sostituto di Hakkinen. I risultati non diedero immediatamente ragione alla scelta di Dennis:  3º posto finale nella classifica costruttori con 65 punti e 1 solo Gran Premio in bacheca, a Monaco. Anche il finlandese andò molto vicino alla conquista della sua prima vittoria in gara a Magny Cours, ma un uscita di pista (causata da una macchia d'olio) nel corso dell'ultimo giro regalò al tedesco della Ferrari Michael Schumacher gara e titolo.

Raikkonen nel 2003
Nel 2003 la McLaren partì alla grande vincendo i primi due appuntamenti del Mondiale (in Australia con David Coulthard e in Malesia con Kimi Raikkonen) ma dovette fare ancora i conti con i problemi di affidabilità, che non permisero l'esordio della nuova vettura. Raikkonen sfiorò comunque il titolo piloti, perso per soli 2 punti in favore del solito Schumacher; il titolo costruttori venne perso per 16 punti con un totale di 142 punti.
Nel 2004 la McLaren entrò in piena crisi a causa dei problemi di affidabilità, sprofondando in 5ª posizione nel mondiale costruttori, superata dalle emergenti BARRenault e Williams. Il team di Woking raccolse 1 sola vittoria: quella del Gran Premio del Belgio ad opera di Kimi Raikkonen.

Nel 2005 la McLaren ingaggiò Juan Pablo Montoya, proveniente dalla Williams, al posto di David Coulthard, trasferitosi alla Red Bull. Durante la stagione la McLaren perse lo sponsor West, riuscendo comunque ad ottenere degli ottimi risultati. Chiuse il mondiale con 10 Gran Premi vinti su 19 e 182 punti nel mondiale costruttori.

Nel 2006 la McLaren si iscrisse semplicemente come Team McLaren Mercedes, ma la stagione fu poco prolifica, specie a causa dei problemi di affidabilità del motore. Non arrivò nessuna vittoria e durante la stagione Montoya venne sostituito dallo spagnolo Pedro della Rosa, a causa dei crescenti contrasti tra il colombiano e la scuderia di Dennis. L'annata si concluse con il 3° posto nel Mondiale Costruttori e con l'addio di Kimi Raikkonen in favore dell'arrivo di Fernando Alonso e di Lewis Hamilton.


Hamilton vs Alonso 
Il team si iscrisse come Vodafone McLaren Mercedes e cambiò anche gli pneumatici da Michelin a Bridgestone; subito il nuovo tandem di piloti si dimostrò all'altezza delle aspettative, dominando la prima parte di stagione alternandosi sul gradino più alto del podio. Nel corso dell'anno però qualcosa si ruppe all'interno della squadra, e tra Alonso e Hamilton si scatenò una guerra che porterà lo spagnolo a rescindere il suo contratto milionario alla fine della stagione. Un ulteriore fattore di crisi venne rappresentato dalla vicenda 'Spy Story', che vide Ferrari e Mclaren combattere anche nei tribunali sportivi oltre che in pista.
Tuttavia nell'ultima gara stagionale, tenutasi il 21 ottobre 2007 ad Interlagos, in Brasile, nonostante i due piloti del team si trovassero nelle prime due posizioni nel mondiale è stato l'altro candidato al titolo, il finlandese della Ferrari Kimi Räikkönen, ad aggiudicarsi l'iride recuperando i 7 punti di svantaggio che lo dividevano da Hamilton, vittima di numerosi contrattempi meccanici. A nulla servì l'appello esposto dal team Mclaren contro BMW Sauber e Williams per le temperature della benzina più basse del consentito: la FIA decise di non estromettere le vetture dalla classifica finale, lasciando invariata la classifica finale.

Spy-story
Mike Coughlan
Durante la stagione 2007 la Mclaren finì sotto inchiesta da parte della FIA per alcuni disegni della monoposto F2007 (si parla di circa 780 pagine) rinvenuti a casa del suo capo-progettista Mike Coughlan. Il 26 luglio 2007 la scuderia Vodafone McLaren Mercedes è stata convocata nella sede di Parigi da parte della Federazione per chiarimenti al riguardo. Al termine del consiglio mondiale, la FIA ha deciso di non infliggere alcuna penalità al team anglo-tedesco, pur avendo riconosciuto da parte sua l'infrazione dell'articolo 151c del Codice Sportivo Internazionale, in quanto le informazioni in loro possesso non sarebbero state usate. Successivamente, Max Mosley rinviò il caso alla Corte d'Appello Internazionale il 13 settembre di quell'anno, ma la FIA annullò la seduta convocando invece un nuovo Consiglio Mondiale in quello stesso giorno, a fronte di nuove prove venute in possesso della Federazione, costituite da uno scambio di e-mail tra Fernando Alonso e Pedro de la Rosa in cui i due si scambiarono delle opinioni sul materiale Ferrari ottenuto da Coughlan.
L'8 settembre 2007, durante le qualifiche del Gran Premio d'Italia, vennero notificati a Ron Dennis e ad altri tre dirigenti del team altrettanti avvisi di garanzia su ordine della Procura di Modena che tuttora indaga sul caso.
Nella riunione del Consiglio Mondiale del 13 settembre 2007 la FIA decise di condannare la McLaren al pagamento di 100 milioni di dollari di ammenda, oltre a stabilire l'azzeramento dei punti nella classifica costruttori 2007. Nessuna penalità venne invece inflitta ai piloti Fernando Alonso e Lewis Hamilton poiché gli fu offerta l'immunità in cambio della collaborazione nelle indagini, e poterono quindi continuare a lottare per il titolo piloti.



Nel 2008 al posto di Fernando Alonso arrivò dalla Renault il finlandese Heikki Kovalainen. Lewis Hamilton divenne ufficialmente la prima guida Mclaren, lottando alla pari con Felipe Massa per la conquista del titolo piloti
Hamilton arrivò di nuovo all'ultimo gran premio in notevole vantaggio sul rivale e come l'anno precedente rischiò di nuovo di subire la beffa. La pioggia degli ultimi giri in Brasile mescolò le carte retrocedendo Hamilton in sesta posizione, ma a tre curve dalla fine l'inglese riuscì a superare la Toyota di Timo Glock (che correva con gomme d'asciutto su asfalto bagnato): Lewis Hamilton si laureò così campione del mondo con un solo punto di vantaggio sul brasiliano Massa, mentre la McLaren concluse 2º nel mondiale costruttori con 151 punti. Il 16 gennaio 2009 Ron Dennis annunciò la sua intenzione di lasciare il team a partire dal successivo 1º marzo. Al suo posto posto venne promosso Martin Whitmarsh.

Al termine della stagione 2009 di Formula 1, la Mercedes-Benz ha annunciato l'acquisizione della maggioranza della scuderia Brawn GP, che diventa Mercedes GP a partire dal 2010; contestualmente, la Mercedes cederà gradualmente la propria quota in McLaren, che ricomprerà il 40% delle azioni attualmente in possesso al costruttore tedesco entro il 2011. Tuttavia, Mercedes continuerà a fornire i motori gratuitamente alla McLaren almeno fino al 2015, e la scuderia continuerà a chiamarsi "Vodafone McLaren Mercedes".

Jenson Button nel GP del Canada 2011
Il team è rimasto in lotta per il titolo costruttori fino al Gran Premio del Brasile 2010, dove la Red Bull Racing (grazie ad una doppietta) ha conquistato il suo primo titolo costruttori. Per la stagione 2011 il team di Woking ha realizzato una nuova monoposto (MP4-26), sempre a motore Mercedes, presentata a Berlino il 4 febbraio 2011. I piloti rimangono Lewis Hamilton e Jenson Button, il ruolo di collaudatore e terzo pilota sarà ricoperto da Gary Paffett, al quale si aggiunge poi Pedro de la Rosa. La stagione si rivela molto interessante per il team, che riesce ad essere competitivo in molte gare, non riuscendo però a vincere alcun titolo in palio a causa della maggiore affidabilità della Red Bull.

Nel 2012 la scuderia schierò la nuova MP4/27 motorizzata Mercedes, confermando nuovamente Hamilton e Button. Quest'ultimo vinse la gara di apertura della stagione a Melbourne. Dopo un lieve appannamento delle prestazioni nella parte centrale di campionato, nella quale comunque Hamilton riuscì a vincere il Gran Premio del Canada, a partire dal Gran Premio d'Ungheria la vettura tornò molto competitiva, tanto che Hamilton e Button conquistarono quattro pole position consecutive.
Nella pausa tra il Gran Premio di Singapore ed il Gran Premio del Giappone la scuderia annunciò l'ingaggio di Sergio Pérez in sostituzione di Hamilton, che sarebbe passato alla Mercedes nella stagione successiva.

Jenson Button sulla MP4-28 in Malesia
Il 31 febbraio 2013 viene presentata la nuova vettura, la MP4-28, che sarà pilotata dal confermato Jenson Button e dal nuovo acquisto Sergio Pérez. E' stato inoltre annunciato che a fine anno la Vodafone interromperà le trattative di sponsorizzazione con il team.
Parte male il Mondiale 2013 con le Mclaren in netta difficoltà nei primi due gran premi a causa di una monoposto che non riesce a scaldare i pneumatici a dovere.
In Australia e in Malesia il bottino del team di Woking è di soli 4 punti (due noni posti, uno per pilota), ma i due alfieri non demordono.
Grazie al duro lavoro durante le tre settimane di pausa prima del terzo gp in Cina, la Mclaren ritrova parte della sua competitività riuscendo ad arrivare al quinto posto con Button sul circuito di Shanghai e giungendo con entrambi i piloti a punti nella quarta gara dell'anno in Bahrain con Sergio Perez e l'inglese Campione del Mondo 2009 rispettivamente sesto e decimo dopo aver lottato a lungo tra di loro arrivando ad una collisione fortunatamente senza conseguenze per la vettura.
La scuderia di Woking continua la lotta per il quinto posto nel Mondiale Costruttori con la Force India anche in Spagna e Monaco: sul circuito del Montmelò giunge un ottavo e un nono posto con Button davanti al compagno di squadra Perez, mentre a Monaco è il solo Button ad arrivare al traguardo raccogliendo un buon sesto posto, mentre l'arrembante messicano si rende protagonista di numerosi sorpassi in gara ma, complice un tamponamento con il finlandese Kimi Raikkonen, negli ultimi giri è costretto al ritiro per il danneggiamento di una sospensione. Nel frattempo la Mclaren ufficializza il ritorno ai propulsori Honda a partire dal 2015 (anno in cui scadrà il contratto con la Mercedes-Benz), ricostruendo quel binomio capace di vincere ben 8 titoli tra il 1988 e il 1991.

Button impegnato sul tracciato di Spa-Francorchamps
Nel GP del Canada gli aggiornamenti montati sulla MP4-28 non danno i frutti sperati e per la prima volta dopo ben 65 gare entrambi i piloti Mclaren non riescono ad entrare nella zona punti. Stesso risultato anche in Gran Bretagna, dove Perez subisce per due volte l'esplosione del pneumatico posteriore destro.
Finalmente il team britannico si riprende in occasione del GP di Germania, dove sia Button che Perez tagliano il traguardo all'interno della top ten, permettendo alla scuderia di Woking di riavvicinarsi alla Force India. La striscia positiva prosegue in Ungheria (7° Button, 9° Perez) e in Belgio, dove uno strepitoso Button si classifica al sesto posto con una gara regolare. L'unica pecca di Spa è rappresentata dall'undicesimo posto del messicano Perez, che paga un drive through subito a causa di una manovra aggressiva nei confronti del francese Romain Grosjean. I punti raccolti dal Campione del Mondo 2009 sono comunque sufficienti alla scuderia inglese per superare la Force India al quinto posto del Mondiale Costruttori. La gara di Spa rappresenta la svolta nella stagione del team Mclaren, finalmente dotato di una vettura capace di inserirsi quasi sempre nella top ten: dopo un decimo posto in Italia ad opera di Button, entrambi i piloti tagliano il traguardo in zona punti a Singapore e in Corea, staccando definitivamente la squadra indiana nel Mondiale Costruttori.
Perez ritrova la sua forma ottimale, centrando una serie di quattro risultati utili consecutivi a partire dal GP d'India, mentre il suo compagno di squadra raccoglie punti in Giappone, negli USA e in Brasile, dove conquista il miglior piazzamento stagionale del team (4° posto) con una gara da protagonista. L'annata senza podi però ha delle conseguenze sul futuro del messicano Perez, appiedato in favore dell'emergente Kevin Magnussen, già tester della Mclaren in occasione della prova riservata ai giovani piloti sul tracciato di Silverstone. Il nuovo ingaggio viene ufficializzato il 14 novembre, dopo che il messicano aveva già reso pubblico il suo addio all'indomani del GP di Abu Dhabi.

Contrariamente al 2013, la nuova stagione di Formula 1 si apre splendidamente per il team Mclaren: il ritorno di Ron Dennis al vertice della scuderia e l'ingaggio di Eric Boullier in sostituzione di Martin Whitmarsh hanno fornito quella stabilità amministrativa necessaria per un ritorno al vertice. La MP4-29, nuova vettura della squadra di Woking, ha dimostrato fin dai test pre-stagionali di essere una delle migliori monoposto del 2014, occupando regolarmente le prime posizioni della graduatoria con Magnussen e Button.



Kevin Magnussen al volante della Mclaren MP4-29

Il Gran Premio d'Australia, gara inaugurale del Mondiale di Formula 1, conferma i buoni risultati delle prove pre-Campionato registrando un doppio arrivo sul podio del team Mclaren con il 'rookie' Magnussen al secondo posto davanti al compagno di squadra Button. L'exploit di Melbourne non viene però ripetuto nel resto della stagione, in cui entrambi gli alfieri della scuderia inglese devono accontentarsi di piazzamenti nella parte bassa della top ten senza velleità di classifica. Dopo una lunga lotta con la Force India, il team Mclaren  conquista il quinto posto nel Mondiale Costruttori a quota 181 punti.


Il ritorno del binomio Mclaren-Honda (2015-)



Jenson Button sulla Mclaren-Honda

Come annunciato a metà 2014, il team Mclaren torna ai propulsori Honda sulla base di un accordo triennale che vede la casa nipponica contribuire anche nello sviluppo della vettura. Sul fronte piloti la scuderia di Woking arricchisce la propria line-up con il ritorno di Fernando Alonso al fianco del confermato Button.

A dispetto delle buone premesse garantite dal supporto di un colosso internazionale come la Honda, la MP4-30 si rivela un vero disastro già dai test pre-stagionali, in cui entrambi i piloti sono costretti a fermarsi ripetutamente per guasti alla Power Unit. Ne ha la peggio l'asturiano Alonso, costretto a saltare la trasferta di Melbourne (sostituito dal tester Magnussen) per le conseguenze di un incidente dalle cause mai del tutto chiarite.
In grave difficoltà tecnica, il team Mclaren non riesce mai ad emergere durante l'annata, accontentandosi di qualche sporadico piazzamento a punti a fronte di innumerevoli ritiri tra le proteste dei due Campioni del Mondo.
Il miglior risultato stagionale del team è il quinto posto ottenuto da Fernando Alonso nel Gran Premio d'Ungheria, 350° gara da fornitore di propulsori per la Honda. Nonostante il buon risultato, la squadra di Woking prosegue nel suo triste cammino nelle trasferte successive. Durante il Gran Premio del Giappone Alonso da sfogo a tutta la sua rabbia accusando la casa nipponica di fornire un motore inferiore a quello montato sulle vetture di GP2. Il sesto posto di Button negli States non migliora il clima di casa Mclaren, penultima nel Mondiale Costruttori con il misero bottino di 27 punti.

Nel 2016 la situazione sembra migliorare notevolmente, con una presenza più frequente nella top ten dei confermati Alonso e Button (capace di raccogliere un dignitoso terzo posto nelle qualifiche del Gran Premio d'Austria) che ha garantito un numero di punti maggiore di tutto l'anno precedente dopo sole 12 gare.

Il miglior risultato della stagione è il quinto posto, ottenuto da Fernando Alonso (sostituito dal tester Stoffel Vandoorne nel Gran Premio del Bahrein per le conseguenze riportate nel terribile incidente accadutogli durante la gara di Melbourne) in due occasioni, nella prestigiosa corsa di Monaco e ad Austin. Nel Gran Premio d'Italia, segnato da un altro doppio 0 dopo una serie di buoni piazzamenti per entrambi i piloti, l'asturiano si toglie anche la soddisfazione di ottenere il giro più veloce, dimostrando gli ulteriori progressi della sua monoposto.
Nonostante un'ultima parte di stagione non altrettanto entusiasmante dal punto di vista dei risultati, il team Mclaren completa la sua seconda stagione con la Honda con un buon sesto posto in classifica a quota 76 punti (49 in più dell'anno precedente). Al termine della stagione Jenson Button annuncia la sua volontà di prendersi un anno sabbatico dalla F1, lasciando il suo posto al terzo pilota Vandoorne e firmando un nuovo contratto da tester e ambasciatore della squadra inglese.


La nuova livrea Mclaren
Con una nuova livrea (che vede il ritorno dell'arancio come colore primario) ed una nuova sigla per la vettura (da MP4 a MCL), il team Mclaren è atteso al rilancio nella stagione 2017. Nonostante i buoni propositi per il nuovo anno (spinti anche dalla volontà di cercare un nuovo main sponsor), Alonso e Vandoorne concludono fuori dai punti nelle prime tre gare del calendario. Grazie a un accordo tra il Campione asturiano e l'americana Andretti Autosport, la scuderia di Woking tornerà a gareggiare nella 500 Miglia di Indianapolis dopo decenni di assenza.
Al posto di Alonso, impegnato nella competizione ovale, il team Mclaren schiererà Jenson Button nel Gran Premio di Monaco.