lunedì 10 aprile 2017

Albo d'oro F1: 1982

Il 1982 fu un anno tragico per la Formula 1: l'italiano Riccardo Paletti e Gilles Villeneuve perirono in pista per via di due tragici episodi; Didier Pironi, lanciatissimo verso il suo primo titolo, pose fine alla sua carriera per le conseguente riportate in un terribile incidente durante il warm-up del Gran Premio di Germania. Il drammatico infortunio di Pironi finì col favorire l'outsider Keke Rosberg, arrivato per caso alla Williams al posto di Alan Jones e improvvisamente Campione del Mondo con 5 punti di vantaggio sul pilota della Ferrari e su John Watson e con una sola vittoria in stagione nel Gran Premio della Svizzera. Da registrare il ritorno alle corse di Niki Lauda, condito da due preziose vittorie a bordo della Mclaren di Ron Dennis. Gloria anche per le giovani promesse italiane Michele Alboreto (Tyrrell), Riccardo Patrese (Brabham) e Elio de Angelis (Lotus), sul gradino più alto del podio rispettivamente negli Stati Uniti, a Monaco e in Austria. La coppia Lotus del 1979, Carlos Reutemann e Mario Andretti, salutò definitivamente il Circus. El Gaucho triste si avviò verso una grande carriera politica, Piedone continuò a vincere nei Campionati CART misurandosi con un'altra vecchia conoscenza della F1, il brasiliano Emerson Fittipaldi.

Il terribile incidente di Villeneuve a Zolder

In un'annata a dir poco tragica, la Scuderia Ferrari si consolò con la conquista del titolo costruttori, grazie anche ai positivi risultati raccolti dal sostituto di Villeneuve Patrick Tambay, confermato anche per l'annata successiva al fianco del vincitore del Gran Premio d'Italia René Arnoux, in rotta con la Renault ormai concentrata sul solo Alain Prost. Anche Mario Andretti ebbe modo di guidare la Rossa, conquistando la pole e il terzo posto sul circuito di Monza.


Guerra FISA-FOCA

Jean-Marie Balestre, Bernie Ecclestone e Max Mosley
Il 1982 viene ricordato anche per la fine della tragica lotta interna tra la FISA (Federazione Internazionale Sport Automobilistico) e la FOCA (Formula One Constructors Association), causata dalla volontà dei team di far valere il loro peso politico sulle decisioni regolamentari della FIA. Rappresentate dal Patron della Brabham Bernie Ecclestone, le scuderie della massima formula automobilistica iniziarono a sedersi sul tavolo delle trattative direttamente con gli organizzatori di alcuni Gran Premi, garantendo la loro partecipazione in cambio di una considerevole somma di denaro.
Tutto ebbe inizio nel 1978, con la neonata FOCA protagonista della scena riuscendo a mantenere le minigonne nel regolamento a dispetto della volontà della CSI di abolire le cosiddette Wing-car. La CSI accusò il colpo, nominando al vertice Jean-Marie Balestre, uomo ferreo mai incline ad accettare le proteste dei piloti, che come prima mossa cambierà il nome della CSI in FISA. Si crearono quindi le condizioni per una vera e propria guerra, con la FOCA desiderosa di vietare i costosi motori Turbo che favorivano soltanto i grandi costruttori Renault, FIAT (attraverso la Ferrari) e Alfa Romeo. Gli assemblatori britannici, da sempre inclini ad occuparsi di telai e di aerodinamica utilizzando l'affidabile motore V8 Cosworth 'aspirato', si resero però conto che Balestre non avrebbe preso parte alla loro protesta, schierandosi dalla parte delle squadre legaliste
A partire dal Gran Premio del Belgio 1980 la FISA impose anche ai piloti l'obbligo di partecipare al briefing pre-gara, facendo infuriare le scuderie della FOCA che spinsero verso il boicottaggio. Balestre per tutta risposta distribuì multe a tutti i piloti, i quali rifiutarono di pagare ad eccezione di Derek Daly nonostante le minacce di squalifica promosse dalla stessa FISA. Quindici piloti saltarono comunque il briefing del successivo Gran Premio di Spagna, causando l'abbandono da parte della FISA e delle scuderie appartenenti allo schieramento legalista; la gara venne dunque organizzata dalla RACE (Real Automòvil Club de Espana), venendo in seguito dichiarata non legittima da parte della Federazione Internazionale. La situazione si risolse con il dietrofront della FOCA, che accettò l'invalidità della corsa spagnola permettendo ai team FISA la partecipazione al successivo Gran Premio di Francia, dichiarando però la sua volontà di costituire un nuovo Campionato parallelo alla Formula 1 dando vita ad una nuova federazione denominata World Federation of Motor Sport.

Le minacce diventano realtà in occasione del Gran Premio di Sudafrica dell'anno successivo, organizzato direttamente dalla FOCA (senza la Ligier, passata dalla parte dei legalisti con l'appoggio della compagnia francese Talbot). La competizione non ebbe comunque il seguito di pubblico previsto, ostacolata anche dal rifiuto della Goodyear di fornire un'ampia rosa di pneumatici causando problemi di approvvigionamento per le scuderie che presero parte alla gara. La FOCA si rese dunque conto della necessità di un accordo con la FISA, raggiungendo un punto di intesa con il Patto della Concordia siglato il 5 marzo dello stesso anno a Parigi.
In virtù di tale accordo le scuderie ottennero una maggiore fetta degli introiti garantiti dai sponsor e dai diritti TV (che passarono in mano a Bernie Ecclestone, unico vero vincitore di questa guerra arricchendosi in peso politico ed economico negli anni successivi) in cambio dell'abolizione delle minigonne con il conseguente minor sfruttamento dell'effetto suolo. Proprio Mr. Ecclestone fu il primo ad aggirare tale regola con il suo team Brabham, che sfruttò un ingegnoso sistema che permetteva alla vettura di abbassarsi a gara in corso (risultando quindi regolamentari al termine delle competizioni) sfruttando nuovamente i benefici aerodinamici garantiti da un assetto ribassato. Anche il genio di Colin Chapman si mise all'opera, andando però troppo oltre ai limiti consentiti dall'epoca. La Lotus 88B progettata dal mago inglese era costituita da un doppio telaio, uno che conteneva l'aspetto meccanico della vettura, l'altro mobile per poter sfruttare al meglio l'aerodinamica. Tale soluzione non ebbe mai l'approvazione per debuttare in gara, seppur dotata della stessa filosofia con cui fu progettata la Brabham Campione del Mondo.

L'avveniristica Lotus 88B, dotata di doppio telaio

Una nuova intesa fu raggiunta l'anno successivo, quando i piloti si rifiutarono di correre sotto superlicenza per non diventare troppo condizionati dalle decisioni dei team (che avrebbero avuto il compito di svolgere il ruolo di 'garante' delle abilità del pilota messo sotto contratto). Capeggiati dal francese Pironi, Presidente dell'associazione GPDA (Grand Prix Drivers Association), i corridori scioperarono in occasione del Gran Premio di Sudafrica accettando di partecipare solo in cambio del ritiro della proposta, cosa che puntualmente avvenne. La crescita dei motori Turbo nel frattempo si era effettivamente concretizzata, e alle frequenti rotture dei primi modelli Renault alla fine degli anni '70 si sostituirono i sempre più frequenti successi della stessa casa francese e della Ferrari (protagonista nel 1981 di due vittorie memorabili con Gilles Villeneuve a Monaco e Jarama). Ecclestone ancora una volta rispose agli attacchi in pista con l'ingegno, passando al contrattacco e promuovendo una limitazione del peso minimo imposto dalla FIA, seguito ancora una volta da tutte le scuderie della FOCA, che corsero tutte sottopeso nel Gran Premio del Brasile 1982, salvo poi rientrare nelle specifiche regolamentari imbarcando acqua in un apposito serbatoio per riaumentare il peso al termine della corsa. Anche la Ferrari allora si adeguò al gioco della Brabham e di tutti gli assemblatori, presentandosi nel successivo Gran Premio degli Stati Uniti-Ovest con un alettone posteriore sdoppiato per raddoppiare la superficie alare consentita dal regolamento dell'epoca.

A questo punto fu la stessa FISA ad intervenire squalificando Nelson Piquet e Keke Rosberg, giunti rispettivamente al primo e al secondo posto nella gara inaugurale in Brasile, e Gilles Villeneuve, terzo a Long Beach. Non fu invece squalificato John Watson, favorito nella corsa al titolo proprio dalla decisione della Renault di non sporgere reclamo nei confronti dei piloti finiti dietro ad Alain Prost nella corsa brasiliana e quindi salito al secondo posto della classifica rivisitata dalla Federazione. Per protesta i team FOCA disertarono il successivo Gran Premio di San Marino, che quindi vide al via solo le scuderie legaliste, l'ATS e la Tyrrell (costrette ad accettare avendo contratti di sponsorizzazione con società italiane), che al termine della gara sporse reclamo contro le vetture turbo, che però non ebbe seguito. La gara visse del duello tra Renault e Ferrari prima, e tra il duo rosso Villeneuve-Pironi nei giri finali, quando il pilota francese fregandosene degli ordini di scuderia superò il suo compagno di squadra rintuzzando i suoi attacchi nel finale e imponendosi per la prima volta in stagione. Questo causò una lite interna che sfocerà nella volontà del pilota canadese di primeggiare anche nella successiva trasferta in Belgio, causandone involontariamente la morte durante le qualifiche nel tentativo di battere il tempo realizzato da Pironi.

L'epico duello tra Gilles Villeneuve e Didier Pironi
nel GP di San Marino 1982

Il braccio di ferro dei team a Imola rappresentò l'ultimo atto della guerra FISA-FOCA, culminata con la rassegnazione degli assemblatori che cercarono notte-tempo degli accordi con case costruttrici disposte a fornire loro motori sovralimentati, salvo poi siglare un nuovo accordo cinque anni dopo in cui fu concesso a Bernie Ecclestone di fondare la FOPA (Formula One Promotions and Administration, convertita poi in FOM) per gestire direttamente la vendita dei diritti televisivi e promuovere la Formula 1 in tutto il Mondo. Il manager inglese lascerà dunque la sua Brabham accettando il ruolo di vice-Presidente della FIA, ponendo fine al lungo tira e molla regolamentare.


Campionato Piloti:

Keke Rosberg si aggiudica il Mondiale Piloti 1982
1 - Keke Rosberg (Williams): 44 Punti
2 - Didier Pironi (Ferrari): 39 Punti
3 - John Watson (Mclaren): 39 Punti
4 - Alain Prost (Renault): 34 Punti
5 - Niki Lauda (Mclaren): 30 Punti
6 - Renè Arnoux (Renault): 28 Punti
7 - Patrick Tambay (Ferrari): 25 Punti
8 - Michele Alboreto (Tyrrell): 25 Punti
9 - Elio de Angelis (Lotus): 23 Punti
10 - Riccardo Patrese (Brabham): 21 Punti
11 - Nelson Piquet (Brabham): 20 Punti
12 - Eddie Cheever (Ligier): 15 Punti
13 - Derek Daly (Theodore/Williams): 8 Punti
14 - Nigel Mansell (Lotus): 7 Punti
15 - Carlos Reutemann (Williams): 6 Punti
16 - Gilles Villeneuve (Ferrari): 6 Punti
17 - Andrea De Cesaris (Alfa Romeo): 5 Punti
18 - Jacques Laffitte (Ligier): 5 Punti
19 - Mario Andretti (Williams/Ferrari): 4 Punti
20 - Jean-Pierre Jarier (Osella): 3 Punti
21 - Marc Surer (Arrows): 3 Punti
22 - Manfred Winkelhock (ATS): 2 Punti
23 - Eliseo Salazar (ATS): 2 Punti
24 - Bruno Giacomelli (Alfa Romeo): 2 Punti
25 - Mauro Baldi (Arrows): 2 Punti
26 - Chico Serra (Fittipaldi): 1 Punto
27 - Brian Henton (Arrows/Tyrrell): 0 Punti
28 - Jochen Mass (March): 0 Punti
29 - Slim Borgudd (Tyrrell): 0 Punti
30 - Raul Boesel (March): 0 Punti
31 - Roberto Guerrero (Ensign): 0 Punti
32 - Derek Warwick (Toleman): 0 Punti
33 - Rupert Keegan (March): 0 Punti
34 - Geoff Lees (Theodore/Lotus): 0 Punti
NC - Teo Fabi (Toleman): 0 Punti
NC - Riccardo Paletti (Osella): 0 Punti
NC - Tommy Byrne (Theodore): 0 Punti
NC - Jan Lammers (Theodore): 0 Punti
NC - Emilio De Villota (March): 0 Punti
NC - Roberto Moreno (Lotus): 0 Punti


Campionato Costruttori:

La Ferrari con alettone sdoppiato guidata da Villeneuve
1 - Ferrari: 74 Punti
2 - Mclaren: 69 Punti
3 - Renault: 62 Punti
4 - Williams: 58 Punti
5 - Brabham: 41 Punti
6 - Lotus: 30 Punti
7 - Tyrrell: 25 Punti
8 - Ligier: 20 Punti
9 - Alfa Romeo: 7 Punti
10 - Arrows: 5 Punti
11 - ATS: 4 Punti
12 - Osella: 3 Punti
13 - Fittipaldi: 1 Punto
14 - March: 0 Punti
15 - Ensign: 0 Punti
16 - Toleman: 0 Punti
17 - Theodore: 0 Punti